Parlando dello scienziato della porta accanto, oggi desidero portare, con malinconia e rimpianto, un tributo di memoria a Francesca Podestà, medico chirurgo, laureata a Genova e vicina di laboratorio a Milano, scomparsa prematuramente in questi giorni.
Francesca era ricercatrice all’Università di Milano e svolgeva l’attività di laboratorio come collaboratrice all’IRCCS Multimedica, nella cui missione scientifica credeva fortemente.
Quando sono entrata al Polo Scientifico e Tecnologico di Multimedica in Via Fantoli a Milano, Francesca è stata la prima studiosa con cui ho parlato e condiviso progetti organizzativi.
Allegra, positiva, sempre pronta al sorriso e alla battuta, dotata di molta convinzione e passione nel lavoro, era sicuramente un punto di riferimento per i giovani del laboratorio. Laureata a Genova come me, faceva parte del “contingente Genovese”, invero assai numeroso, che ha lasciato la sanità di Genova e la Liguria per la realtà milanese.
Francesca, spirito battagliero e vivace, non stava bene da diverso tempo ma lottava con determinazione contro il male che l’affliggeva. Tra un intervento e l’altro riprendeva sempre con piena energia il lavoro e fino all’ultimo era in contatto coi suoi collaboratori; desidero ricordarla come esempio unico di ottimismo e fiducia che non venivano mai meno.
Credo che in un certo senso possa essere la testimonianza di una donna che ha lottato contro la metastasi, parlandone liberamente, senza mai nascondere sofferenza e speranze, e non si è mai lasciata sconfiggere nello spirito.
La sua storia scientifica parte da una laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Genova e la Specializzazione in Diabetologia e Malattie del Ricambio sempre all’Università degli Studi di Genova conseguita nel 1991, la ricerca allo Schepens Eye Research Institute, presso la prestigiosa Harvard Medical School di Boston, poi il dottorato di Ricerca in Fisiopatologia Clinica all’ Istituto Scientifico San Raffaele.
Era Consulente Scientifico del Laboratorio di Ricerche Diabetologiche, presso l’Istituto Auxologico Italiano e Professore Associato Onorario del Guy’s King’s College and St Thomas’ Hospitals.
Si occupava dello studio dei meccanismi fisiopatologici responsabili della microangiopatia diabetica, con particolare riferimento alla retinopatia e alla nefropatia, e della valutazione in vitro, ex vivo ed in vitro di punti cardine quali lo stress ossidativo. Investigava l’apoptosi e l’espressione di geni e proteine del sistema matrice extracellulare/integrine attraverso l’applicazione di tecniche di biologia cellulare e molecolare,
Sul sito di multimedica potrete trovare un esempio del pensiero scientifico di Francesca.
Vorrei in particolare citare una frase che mi sembra piuttosto significativa: "Non bisogna mai illudere i pazienti che grandi risultati saranno raggiunti in brevissimo tempo. Certo, la ricerca procede in modo piuttosto veloce e noi ricercatori crediamo fortemente che in un giorno non troppo lontano tutto quello che oggi sembra fantascienza potrà diventare una bella realtà"
Anche se non è più tra noi la sua ricerca continua e la sua personalità forte e positiva rimangono in sua memoria.