Frog adv, frog come ranocchia. Uno strano nome per un'agenzia di comunicazione. Ma tant'è Simone Cozzani ha deciso di chiamarla così, di puntare sull’autoironia. Ecco come spiega la scelta: «sognamo che questa ranocchia un giorno possa incontrare il suo principe azzurro e diventare una principessa. E poi, ci piace il colore verde». Cioè il colore della rana per antonomasia e del marchio di Frog Adv.
La società è nata pochi mesi fa a Genova da un gruppo di ragazzi con lunga esperienza nel settore della comunicazione a tutto tondo (branding, corporate identity, advertising). L'età va dai trenta a i quarantacinque anni. Simone è amministratore unico e art director. Accanto a lui Edoardo Cavazzuti (art director), Daniela Locoro (grafica) e Marco Pallavicino (copywriter).
Una piccola realtà che ha in lista clienti come Acquario di Genova, Costa Edutainment, Cotone Congressi, Il Secolo XIX, Royal & SunAlliance, Casinò di Sanremo. «Siamo giovani ma abbiamo già una grande esperienza - dice Simone - dopo una lunga parte della nostra carriera vissuta da dipendenti (lavoravano nella società HSL n.d.r.), arrivata la decisione di metterci la faccia. Devo dire che è un grande stimolo. A noi piace molto questo lavoro, ci stiamo mettendo tutto».
Per i profani, cosa vuol dire fare comunicazione a livello professionale? «Per fare buone campagne di comunicazione bisogna innanzitutto raccogliere più informazioni possibili, farsi venire le idee e non perdere mai di vista il fine, cioè il prodotto. Una campagna ben studiata non è fine a se stessa».
Sappiamo che per molti spendere in comunicazione è una cosa secondaria rispetto alla propria attività. Cosa diresti a queste persone per convincerli? Nel mercato di oggi – dice Simone – ogni realtà per emergere deve distinguersi. Non si può pensare che il biglietto da visita sia solo la faccia del titolare o la rete di conoscenze». E come si valuta il ritorno? «Dipende dal tipo di comunicazione. Se si fa una promozione ad hoc i risultati sono immediati. In una campagna di comunicazione l'approccio è diverso, la sua validità si valuta in termini di anni. È un po’ come quando arrivi in un nuovo condominio. Ti presenti subito ai vicini ma non è che dopo due giorni sono da te a cena. Ci vuole tempo e costanza».