Ci sarà il mago Forest, ci saranno Jean Claude e il dottor House di Marcello Cesena, ci sarà probabilmente anche Andrea Di Marco. Nel cast della prossima edizione di Mai dire martedì, trasmissione culto della Gialappa’s Band che ritorna in seconda serata su Italia 1 da martedì 25 marzo 2008, ci sono parecchie new entry genovesi. Fabrizio Casalino e la coppia Balbontin-Ceccon saranno della partita con sketch e personaggi nuovi. Chi ha ormai da anni l'abitudine (come il sottoscritto) guardare il Festival di Sanremo senza volume ascoltando la radiocronaca di Rai dire Sanremo, se l'era data che qualcosa si muoveva. Accanto ai due Gialappi - con un Marco Santin in coma per l'influenza - si sono presentati Enrique e Andrea, un quintetto esilarante. Poi la notizia è diventata ufficiale. Chiamo Fabrizio mentre sta uscendo da Mediaset.
Allora, che effetto fa lavorare con la Gialappa’s? Ricordo che Mai dire Banzai, capostipite dei programmi Mai dire… è del 1989, vent'anni ladies and getlemen. «Sono emozionato - dice Fabrizio - e pensare che quando andavo all'università e guardavo i loro programmi pensavo che lavorare lì sarebbe stato un sogno». Se avete perso la fiducia nel mandare i curriculum in giro, guardate cosa è successo a Casalino. «Mi sono presentato via mail - dice - scrivendo che speravo mi conoscessero e mandando i link di un po' di cose che avevo registrato. Ovviamente dichiaravo che ero disposto a tutto». E prosegue, «invece, la più bella soddisfazione della mia carriera è stata sapere che la Gialappa's mi conosceva già prima di iniziare questa collaborazione, e mi è giunta voce che a qualcuno piaceva persino quello che facevo, beh…che dire».
Com'è lavorare con loro? Dicono che bacchettano abbastanza: «Sono molto esigenti - dice Fabrizio - di certo non ti lasciano prendere scorciatoie». In che senso? «Devi far ridere sul serio, niente mezzucci». Che personaggi farai? «Una striscia che s'intitola La vita quotidiana di Mario Biondi, uno dei filmati che ho mandato per il provino, e poi Mirko con la K, che sarà al citofono». Per chi non l'avesse visto nelle serate genovesi di Big Remescio, quest'ultimo è un mix tra Mirko dei Beehive, un fricchettone e Kurt Cobain. Da vedere.
Ora che li conosci un po' più da vicino, qual è secondo te la formula magica della Gialappa’s? «Fanno quello che fa ridere loro, senza voler per forza incontrare il gradimento. Ma è un umorismo bello e condivisibile, funziona».
Balbontin e Ceccon portano a Mai dire martedì lo sketch degli speleologi, filmati brevi (ne verranno proposti tre a serata) in cui loro sono sotto terra persi ogni volta in una parte diversa del mondo. Tendenzialmente in superficie c'è molta gnocca, ma loro sono sempre troppo lontani. «È una saga teoricamente infinita - dice Balbontin - anche per ciò che riguarda i temi». Ma la cosa particolare è che sono totalmente autoprodotti: «si tratta di filmati che abbiamo girato al Big Remescio e che abbiamo spedito - dicono - non è che ci faccia schifo andare a Milano, ma dopo l'esperienza di Colorado, va bene così». I due sono leggermente allergici alla macchina televisiva: «autori, produttori, pezzi tagliati. Negli ultimi anni ho perso alcuni personaggi perché sembra che in prima serata non si possa dire una virgola in più», dice Balbontin. Il savonese, per esempio, non fa più lezioni da tempo. Ceccon ha anche alcune piccole pratiche da sbrigare: «belin, mi devo operare a un tendine d'Achille che mi sta facendo impazzire, e poi devo finire la casa che mi sto costruendo, sennò non la finisco più. E poi ci sono le Voci Atroci, che continuano a cantare».
Della serata in radio per Sanremo cosa ci dite? «Lì ho capito perché la Gialappa's ha il successo che ha - dice Balbontin - Non ci conoscevamo quasi, ci hanno accolto a microfono aperto, nessuna indicazione, ci hanno detto fate quello che volete. Sono spontanei e hanno una competenza mostruosa nel proprio mestiere. Tre teppisti che fanno TV da vent'anni senza metterci la faccia: sembra una sottigliezza ma non lo è».
Ma il Big Remescio continua? «Quest’estate sicuramente - dicono - al Cala Loca di Cogoleto».
Ci saremo. Intanto becchiamoci queste dieci puntate di Mai dire martedì targate Genova.