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Le nuove carceri storiche del Ducale

 
Un video sulla storia di Genova e la simulazione di un gruppo di carcerati. Ingresso gratuito fino al 31 marzo. Alla Torre Grimaldina
 
   

     
Genova, 25 marzo 2008
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di
Francesco
Pedemonte
   
grimaldina
 
La Torre Grimaldina (Palazzo Ducale) sarà visitabile gratuitamente da mercoledì 26 a lunedì 31 marzo, dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; lunedì chiuso.

Info 010 5574064/065

«Il tempo non si ferma dietro il muro. La fantasia si sposta senza barriere, ritornando libero».
Queste le parole incise da Ivan, anonimo detenuto, rinchiuso nel corso della storia nelle Carceri Storiche di Palazzo Ducale, visitabili gratuitamente da mercoledì 26 a lunedì 31 marzo presso la Torre Grimaldina.
In occasione della Settimana della Cultura, un nuovo allestimento racconterà la storia di Genova attraverso le principali vicende di Palazzo Ducale, mentre un’installazione multimediale riprodurrà virtualmente la situazione di un gruppo di prigionieri in attesa di giudizio in una delle celle.

Le carceri di Palazzo Ducale, nel corso della storia, hanno ospitato personalità illustri come il doge Paolo da Novi, il pirata Dragut, Domenico Fiasella, l’artista Pietro Mulier, Niccolò Paganini e Jacopo Ruffini, che vi morì nel 1833. Le celle della prigione erano destinate a detenuti politici o a persone colpevoli di crimini particolarmente efferati, i carcerati riposavano su pagliericci, avvolgendosi in coperte sporche che spesso, in inverno, venivano adoperate per ripararsi dalla tramontana. Per molto tempo il loro mantenimento fu affidato alla carità pubblica.
Attiva fino agli anni Trenta del Novecento, sulle pareti delle celle è possibile leggere la storia della prigione attraverso le vicende e le passioni dei detenuti, tratti che raccontano una parte della vita di chi li ha scritti.

Chi inveisce contro «bollito Mussolini», chi inneggia all’anarchia, chi ricorda «Romoletta regina del piacere» e chi invece, come Giovanni Padulo, era stato incarcerato per aver fatto «un tedioso viaggio agli Stati Uniti d’America». Vite di persone raccontate attraverso la scrittura: la malinconia per gli affetti lontani, soldati e vascelli colorati con il cibo del rancio e, ancora, il livore nei confronti delle spie raccontato attraverso rime beffarde. Eccone un esempio: «non dico per mia arte, ma nemmeno per poesia, vale più un ladro povero che una spia». Questo e molto altro è il racconto di secoli di prigionie.
L’itinerario procede nelle parti superiori della torre, dove per lo più venivano rinchiusi esponenti della nobiltà in attesa di riscatto e da dove si può godere una vista unica del centro storico genovese. I detenuti comuni, invece, venivano rinchiusi nelle galere dell'adiacente Palazzetto Criminale, collegato a Palazzo Ducale con un passaggio aereo.

All’inaugurazione ha partecipato anche il sindaco Marta Vincenzi: «il nostro è un paese che ha giacimenti artistici incredibili – ha dichiarato – i tesori da scoprire sono infiniti. E questo, oltre a permettere una migliore conoscenza del passato può essere un utile incentivo per il turismo. Genova – ha continuato – è la città d’Italia con il più alto numero di musei civici e teatri e le occasioni di sviluppo culturale – rispondendo a chi lamenta l’assenza di un assessorato alla cultura – sono supportate dalle visite museali del recente weekend pasquale. Sono dell’idea che si debba evitare l’assalto alla diligenza dei fondi pubblici».
Infine una battuta sulla situazione del Carlo Felice: «dal punto di vista economico-finanziario non è negativa, purtroppo vedo le code di situazioni non risolte che hanno creato criticità soprattutto nelle relazioni sindacali. Penso che comunque ci siano margini di ripresa».

 
 
 
 
 
 
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