Sono passati pochi mesi dall'opera collettiva sugli anni Settanta, e il duo Gian Piero Alloisio e Giuliano Galletta ne ha pensata un'altra delle sue. Se la precedente operazione aveva a che fare con tutto quello che era 70s, stavolta il tema centrale sarà il sentimento per antonomasia: l'Amore, quello con la A maiuscola, e in particolare quello impossibile.
Il progetto è stato presentato stamattina, lunedì 31 marzo, a mentelocale: in occasione dello spettacolo su Giorgio Gaber Il dilemma di un uomo e di una donna (venerdì 11 e sabato 12 aprile 2008 al Teatro Cargo), Alloisio e Galletta invitano il pubblico a spedire un ricordo amoroso. Una lettera, una frase, un frammento, una qualsiasi testimonianza di amore impossibile vissuta, sognata o addirittura inventata («Tutto tranne poesie - hanno specificato -: non si tratta di un concorso letterario, né viene dato un giudizio»).
Coloro che invieranno i contributi più interessanti si aggiudicheranno un biglietto per lo spettacolo e, se lo desiderano, la possibilità di declamare i propri scritti di fronte al pubblico del Teatro Cargo. Basta scrivere a info@gianpieroalloisio.it entro il 9 aprile, lasciando un proprio contatto (si può in ogni caso richiedere l'anonimato).
Lo spettacolo di teatro-canzone si basa su brani musicali di Giorgio Gaber, con la prosa di Gian Piero Alloisio (accompagnato da Gianni Martini alla chitarra e Claudio Andolfi alle percussioni) e interventi di Giuliano Galletta che leggerà estratti da Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, da lui stesso definito come «il più grande libro sull'amore del Novecento».
«Sono molte le canzoni firmate Gaber-Luporini che toccano il tema dell'amore impossibile» ha spiegato Alloisio: «Ho lavorato con Gaber per 16 anni ma non ho mai parlato di lui prima d'ora. Poi ho letto un libro di Sandro Neri che ricostruiva la vita del Signor G. attraverso le parole di chi lo aveva conosciuto, e ho notato che negli ultimi 15 anni il mio nome saltava fuori continuamente».
Ecco il perchè di questo spettacolo, ma l'idea del nuovo Archivio del Caos - come Galletta ama definire questo genere di raccolte di materiale in modo casuale e senza alcun ordine apparente - è anche legata al tema del suicidio amoroso e ai lucchetti di ponte Milvio: «Non se ne deve occupare solo Moccia!».