L'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità), la Società Europea di Medicina Generale e il Ministero della Sanità sono concordi nel definire l'alcol una sostanza psicoattiva, che è stata classificata fra le droghe pesanti insieme all'eroina e alla cocaina. L'alcol è dunque più pericoloso del tabacco e della marijuana.
Da qui parte A.C.A.T. Valli (Associazione club alcolisti in trattamento), nata nel 1988 in Val Polcevera e in Valle Scrivia e diventata associazione nel 2005. Scopo del lavoro dei volontari è la cura e la riabilitazione delle persone alcoldipendenti, ma anche la sensibilizzazione nei quartieri dove i club hanno le loro sedi (in Liguria ce ne sono circa 60). Negli anni l'associazione ha organizzato numerosi incontri di scuola alcologica, rivolta in particolare alle famiglie: un momento formativo per chi ha scelto di cominciare un nuovo percorso insieme all'associazione.
«Vogliamo che la mentalità sull'alcol cambi», spiega Giuseppe Seggi, presidente dell'associazione, «c'è chi ancora prende sotto gamba il problema. Invece sono molti i giovani che si ritrovano a dover affrontare la dipendenza dall'alcol. L'80% delle persone che frequentano i nostri club riescono ad uscirne, ma bisogna stare molto attenti alle ricadute».
Ogni settimana A.C.A.T. organizza delle riunione per gli alcolisti, le loro famiglie o gli amici. Venerdì 11 e sabato 12 aprile, nel teatro parrocchile di San Bartolomeo della Certosa, dalle 20 alle 22.30, ci sarà un incontro pubblico sul tema dell'alcolismo: cos'è? E che effetti ha sulla guida? E come fare durante la gravidanza?
«Nelle periferie il problema è molto presente», aggiunge Seggi. Da segnalare l'ambulatorio alcologico dell'Ospedale Celesia di Rivarolo (per info chiamare il numero 010 6449332), aperto ogni giovedì dalle 8.30 alle 12.