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New Trolls
La copertina di New Trolls dal pesto al sushi
 

Le voci New Trolls: «i giovani ci amano»

 
Nel libro di Riccardo Storti 40 anni di carriera del gruppo genovese. Dagli esordi ai successi in Asia e Usa. Passando per i troppi litigi
 
   

     
Genova, 28 aprile 2008
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di
Daniele
Miggino
   

I New Trolls ne hanno passate di tutti i colori. Tra litigi, incidenti, scissioni, cause è quasi un miracolo se hanno raggiunto e superato i 40 anni di carriera. La storia di questo glorioso e tormentato gruppo - che negli anni Sessanta apriva i concerti dei Rolling Stones, che ha fatto dischi con Mina e Ornella Vanoni - è ricostruita da Riccardo Storti, nostro amico e vero cultore del prog nel libro New Trolls dal pesto al sushi (Aerostella, p.230, 18 Eu). Oggi il nucleo storico è formalmente diviso in due tronconi: Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo le Voci New Trolls e Il Mito New Trolls (Gianni Belleno e Ricky Belloni).

New Trolls dal pesto al sushi (Aerostella, p.230, 18 Eu), nato dopo lunghe ricerche, è fatto di interviste, testimonianze, articoli di giornale: «ho ricostruito tutto quello che succede prima del Concerto grosso del 1971 e dopo il Secondo Concerto grosso del 1976. È una piccola enciclopedia del gruppo, non certo finita, sicuramente un bel pezzo della loro storia, che è anche quella di Genova». Il libro è stato presentato nella sede della Regione Liguria, con l'autore i protagonisti Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo e gli altri musicisti del loro gruppo.

È proprio il Concerto grosso il trait d'union principale tra i New Trolls d'annata e la band di Nico e Vittorio, che continuano a fare sfracelli anche tra le generazioni dei figli dei loro primi fan: «in Giappone le nostre gigantografie riempivano interi grattacieli - dice Nico Di Palo - roba da matti, ho detto, nemmeno a Genova ci hanno mai celebrato così tanto». Il Concerto, la parte più antica della loro carriera che si lega al futuro: «i giovani ci seguono perché le proposte di oggi sono piatte, né belle né brutte, semplicemente piatte. C'è gente che sa tutto su di noi, e anche se ha vent'anni ci sembra di conoscerli da una vita».

La presentazione diventa il luogo ideale per fare un po' di amarcord. C'è anche Guido Menin, primo batterista dei Trolls, gruppo che nel 1966 anticipò i New Trolls, e Giorgio D'Adamo, bassista dei NT fino al '72. Vengono fuori così i ricordi di quel capodanno in un ristorante di Livorno: «all'epoca eravamo ancora brutti e cattivi - dice De Scalzi - così quando qualcuno tirò un panino a Gianni (Belleno n.d.r.) quello lo prese per il collo». Si parla anche dei frequenti litigi interni alla band: «siamo stati troppo buoni verso gli altri gruppi - dice Nico - litigando gli abbiamo spianato la strada».

Oggi, invece, la seconda giovinezza di Nico e Vittorio: è alle porte la tournèe estiva, iniziata ad Avellino qualche giorno fa. Ma a Genova verrà il Concerto Grosso? «So che sono in trattative - dice De Scalzi - spero prorpio di sì». Eppure la loro città non è mai stata prodiga di complimenti. Nel 1971 i New Trolls si presentarono a Sanremo con il brano Io che ho te: «il voto più basso venne proprio dalla giuria genovese, eravamo furiosi», prosegue De Scalzi.

Nel libro c'è tutto questo ma c'è anche tanta musica. Quella che ha ispirato il gruppo, dai Gentle Giant ai King Crimson, ma soprattutto i Vanilla Fudge: «da loro abbiamo preso il modo di decostruire il brano per farlo uscire dalla normale struttura strofa-melodia», dice ancora De Scalzi. Arriva anche il momento dei chitarristi preferiti da Di Palo: «Jimi Hendrix, Jeff Beck, Pat Metheny e Robben Ford. Tutti questi hanno quel qualcosa in più che non insegnano al Conservatorio».

 

 
 
 
 
 
 
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