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Stamane (giovedì 1 maggio 2008) sono sceso lungo la scalinata Milite Ignoto, per intenderci la scalinata delle Caravelle, che porta dalle Mura delle Cappuccine a via Diaz – piazza della Vittoria. Subito non ci ho fatto caso, ma appena arrivato in fondo ho capito che lo scenario era diverso dal solito: mancavano tutte le piante che c'erano nelle aiuole che fanno da spartitraffico ai due sensi di marcia automobilistica di Via Diaz. Una strage di alberi fatta con un blitz, penso, notturno o almeno lontano da occhi indiscreti.
Ieri (mercoledì 30 aprile n.d.r.) il Secolo XIX in un articolo riportava le affermazioni di Bertolaso: «Nulla sarà lasciato al caso e ogni dettaglio sarà curato da tutti i punti di vista. Dalle condizioni del tempo (perché la pioggia vieterebbe al Papa di muoversi in elicottero nelle varie tappe) a possibili incidenti, fino a uno straordinario afflusso di visitatori». L'articolo concludeva così: «Da ieri sono in corso sopralluoghi a ripetizione - anche in segreto - su tutto il percorso».
In segreto hanno compiuto questo scempio di alberi che fornivano ossigeno e ombra in una zona trafficata della città: davvero una brutta decisione. Neppure per il G8 si erano tagliati alberi per la sicurezza… anzi per abbellire erano state aggiunte delle piante dove non esistevano.
Si può pensare che questo grave fatto sia una misura che entra nei dispositivi primari di sicurezza per la visita del Papa? Il questore Salvatore Pesenti aveva nei giorni scorsi parlato di misure speciali anche alla luce di cortei, ma arrivare a questo tipo di decisione irrispettosa della natura, del paesaggio urbanistico ed in spregio alle elementari norme del buon governo, informando i cittadini di queste decisioni non ricordo di averle mai viste. Andiamo di male in peggio. Se Papa Benedetto XVI viene a parlarci di rispetto della vita, questa è una lezione che va in senso opposto.
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