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Latte e Miele
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Se son tesi, fioriranno

 
La musica progressive all'Università? Sì, alla Cattolica di Milano. Antonio Oleari, dj di Radio Cantù, ha fatto uno studio sul concept album
 
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Genova, 20 maggio 2008
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di Riccardo Storti
   

Il CSPI (Centro Studi per il Progressive Italiano), in quanto entità “pro-destinata” a raccogliere materiali per lo studio del rock progressive, non immagazzina nei propri archivi solo vinili, CD, riviste e libri. Infatti, da qualche anno a questa parte, il nostro fondo conserva anche tesi di laurea sfornate dai vari atenei italiani. E – sotto sotto – si scoprono potenzialità critiche scaturite da profonda ricerca. La speranza più viva (e più logica) è che alcune di queste pubblicazioni accademiche possano scorgere – prima o poi – una finalizzazione editoriale.
Il grande sogno: dalla tesi al libro. La motivazione di simile desiderio varca la singola individualità proponente ma nasce soprattutto da una necessità di conoscenza intorno al rock progressive come fenomeno storico-musicale da decrittare. L'interpretazione del “fenomeno” dovrebbe passare attraverso coordinate tali da superare obsoleti approcci di “pelle” o di “pancia” che ci hanno (male) abituato. E succede spesso quando il “critico” non varca la soglia del “fan” oppure quando il più onesto dei “fan” si improvvisa “critico” con risultati poco producenti (se non controproducenti).
Per fortuna, da un lustro a questa parte, la direzione del vento è mutata e riconoscere che in Italia si studia il progressive pure nelle università (la normalità nei paesi anglosassoni…) è fonte di indubbia soddisfazione.

Antonio Oleari, per gli appassionati, è uno degli speaker del gettonato settimanale radiofonico Prog Generator, trasmessa via etere e in stream da Radio Cantù. Forse tutti non sanno che il nostro, qualche mese fa, ha discusso, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, una tesi su una tipologia cardine del rock progressive: il concept album.
Il lavoro di Oleari, già di per sé, offre un reale contributo scientifico alla materia. Entusiasmo e attenzione al dettaglio, mossi da una prosa lineare che invoglia alla lettura, risultano gli ingredienti principali di questo lavoro.

Si parte dal parco delle necessarie (ma non onerose per chi legge) definizioni chiarificatrici intorno al “genere” e ai suoi “moduli”. Oleari evidenzia i tratti somatici del concept cogliendone il DNA nella musica a soggetto di ascendenza ottocentesca, quindi, quasi sulla scorta di una caleidoscopica tassonomia, si getta nel mare magnum delle tematiche e dei modelli letterari. Dal suono al testo, dalla musica alla narrazione: andata e ritorno.
Così, dalle pagine, emergono le suggestioni religiose che hanno animato alcuni album storici dei Genesis (From Genesis To Revelation), Il Rovescio della Medaglia (La Bibbia), Latte e Miele (Passio Secundum Mattheum) e Metamorfosi (E fu il sesto giorno). Si scoprono fedeltà e tradimenti a Dante (Inferno dei Metamorfosi) e a Poe (Alan Parsons Project), la ricchezza di trame filosofiche in fondamentali dischi del Banco (Darwin!), Museo Rosenbach (Zarathustra) e Yes (Tales From Topographic Oceans). Convincente il gioco speculare tra i contenuti fantastico-allegorici di Felona e Sorona delle Orme e The Lamb Lies Down On Broadway dei Genesis.
Oleari ha gettato un seme di ricerca, intravedendo come princìpi focali della sua analisi due antesignani ineludibili per entrambe le scene trattate (inglese e italiana): Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles e Senza Orario Senza Bandiera dei New Trolls. Conclude la tesi un ricco apparato biblio-sito-discografico.

Naturalmente la tesi è consultabile presso il Centro Studi per il Progressive Italiano.

 
 
 
 
 
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Via Morego, 48 - Genova
010 710670
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www.centrostudiprogita...


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