Nando Dalla Chiesa è arrivato a Palazzo Tursi. Martedì 3 giugno il primo incontro con la Sindaco Marta Vincenzi, per definire “i confini”, come dice lo stesso Dalla Chiesa, delle sue mansioni a Genova. L’ex sottosegretario all’Università e alla Ricerca del Governo Prodi è stato chiamato dalla sindaca per rinnovare il suo staff dopo il ciclone Mensopoli. Prenderà il posto di Stefano Francesca al Tavolo di Promozione della Città, ma non sarà portavoce: «con Marta Vincenzi abbiamo ragionato su Genova e su come posso essere utile, per il governo e per la promozione dell’immagine di questa città. Sono molto contento di esserci, e posso assicurare che non sarò una figura evanescente». Già dalla prossima settimana Dalla Chiesa avrà un ufficio a Tursi.
Nello stesso giorno viene ufficializzato anche l’incarico di Elisabetta Corda in Giunta, sarà assessore con delega alla manutenzione e ai rapporti con i Municipi. Con l'incarico ad Andrea Ranieri per cultura e sviluppo, si chiude il giro di nomine che rinnova l’amministrazione. Anche se, ha detto la sindaca in consiglio martedì 3: «questi nuovi incarichi comporteranno un riassetto delle deleghe anche per altri assessorati».
Oltre alla promozione, Dalla Chiesa si occuperà di grandi progetti culturali: «l’obiettivo è fare di Genova una Repubblica Marinara dell’arte giovane, con iniziative che possono valorizzare ciò che già c’è e altre che possono portare qualcosa di nuovo», dice. Già al primo incontro ha sottoposto alcune idee alla Vincenzi. Tra le novità, in primis, la realizzazione del Polo Artistico Culturale, un progetto che aveva fatto approvare da sottosegretario e che ora può partire. Tra gli obiettivi del Polo, la formazione di alto livello nel campo dell’arte e della cultura. In questo contesto verranno coinvolti i talenti dei conservatori e della accademie di tutta Italia.
Altro punto fermo, la memoria. «Anche per guardare al futuro, ogni città non può prescindere da ciò che è stata», prosegue. Conferma la celebrazione del decennale della scomparsa di De Andrè e annuncia anche altre iniziative sulla canzone d’autore: «nel 2006 al Mantova Musica Festival (di cui è fondatore n.d.r.) abbiamo aperto con un omaggio a Bindi, che ritenevo un grande della musica dimenticato. Una piazza intera, fatta di tanti giovani, ha applaudito Lauzi che, già malato, è salito sul palco a cantare».
Una sfida difficile, accettata perché, prosegue, «ci sono persone che meritano di essere aiutate, e per la stima che provo per Marta Vincenzi». Dalla Chiesa ha già iniziato a prendere contatto con la realtà genovese, città che conosce già bene, anche se non ha ancora visto il programma del Summer Festival, la più grande manifestazione dell’estate: «lo valuterò subito, per vedere se è coerente», dice. Nel frattempo si ripromette di ascoltare tutte le realtà del territorio: università, associazioni, partiti, professionisti: «ho già ricevuto parecchi inviti».
Alla domanda: il suo incarico non rischia di sovrapporsi a quello di Freccero? Risponde: «Credo che il nostri incarichi siano su due livelli, che possono anche toccarsi, ma credo che il mio impegno sia più operativo».