Genova capitale della conoscenza. Genova città digitale. Scienza e cultura come assi portanti dello sviluppo futuro della città. Sono le prime parole d’ordine del nuovo assessore alla cultura del Comune di Genova. Andrea Ranieri - insegnante, poi sindacalista nella CGIL e Senatore uscente tra le fila dell'Ulivo - arriva nel capoluogo ligure, come lui stesso dice: «affiancando linee guida già avviate», ma anche per «impostare un progetto che duri nel tempo. Il problema nella politica di oggi è che si vogliono vedere subito i risultati. Ma quando si parla di ricerca, sapere e sviluppo i risultati arrivano dopo anni».
Dal triangolo industriale al triangolo della conoscenza: questa una delle idee forti di Ranieri per Genova. Una delle priorità è creare una rete con i Politecnici di Torino e Milano, per fondare il GeMiTo del sapere, che nel capoluogo ligure dovrebbe contare sul progetto degli Erzelli. «Una volta si parlava solo di produzione, gli uomini seguivano le imprese. Oggi è il contrario, sono le imprese a seguire gli uomini e le loro conoscenze». E prosegue: «Il passaggio successivo, è tenere Genova nella rete delle grandi città mondiali del sapere», oltre che mantenere uno stretto rapporto con l'industria: «perché secondo me il lavoro è cultura, non sono molto propenso a dividere la scienza teorica da quella applicata».
Ranieri entra in carica a Genova poco tempo dopo lo scoppio del caso Mensopoli. «Ho accettato l'incarico perché mi sembrava di dover spendermi in un momento difficile per questa città e per questa Giunta. Ma anche perché spero di mettere in pratica qui ciò che è quasi totalmente mancato nell'ultima campagna elettorale». Ovvero, soprattutto un ragionamento su sapere e sviluppo territoriale.
Obiettivo primario è sviluppare un legame concreto tra poli formativi e realtà locali: «perché - dice ancora il nuovo assessore - l'Università è l’interfaccia tra mondo e territorio. Ogni luogo per emergere a livello globale, deve guardare sì al mondo, ma mantenere anche una propria specificità, altrimenti non ce la fa. Per me l'Università deve diventare un luogo di trasparenza, il più bello della città».
Il rapporto con la Fondazione per la Cultura? «Non farò il controllore della Fondazione - dice Ranieri - mi concentrerò più sui temi del rinnovamento, della ricerca e dello sviluppo. Il primo problema è capire come utilizzare al meglio le risorse esistenti».
Nel frattempo mercoledì 11 giugno Andrea Ranieri sarà presente all’incontro con il pubblico dei due candidati al Rettorato dell’Università di Genova (Benedetta Spadolini e Giacomo De Ferrari). «Io dirò la mia ma non farò assolutamente campagna elettorale - dice Ranieri - anzi spero che non venga fuori un confronto tra persone ma un accordo per il futuro dell’Ateneo».