Amos Oz è uno tra gli scrittori israeliani più famosi. La sua vita e la sua opera sono un tutt’uno con la storia dello stato ebraico. Tuttavia, è convinto che la soluzione del conflitto che opprime la sua terra, sia la costituzione di due stati, "come in un appartamento che si divide in due per farci stare due famiglie", dice. Una soluzione più a portata di mano di altre, e comunque l’unica pacifica, visto che nessuno dei due popoli - israeliani e palestinesi - ha altri posti dove andare.
Ecco perché Amos Oz sembra incarnare alla perfezione lo spirito della rassegna Meetix, organizzata dalla Fondazione per la Cultura di Genova, di cui è ospite domenica 29 giugno 2008 (17.00). Dialogo, integrazione, meticciato sono gli elementi fondanti di questo ciclo di incontri, che si svolge presso Palazzo Ducale. Nella Sala del Maggior Consiglio, lo scrittore riceverà il Premio Internazionale Primo Levi. L'ingresso è libero.
Padre di origine lituana, madre di origine ucraina, Amos Klausner è nato a Gerusalemme nel 1939. In seguito ha deciso di cambiare il proprio cognome in Oz, che in ebraico significa ‘forza’. Il suicidio della madre quando era ancora un bambino, i dissidi con il padre, lo hanno portato a vivere nel kibbutz Hulda. Oggi vive lontano dalle grandi città, nel deserto di Negev, ad Arad. Ama camminare, stare lontano dal caos. Nonostante i suoi genitori si siano trasferiti in Israele tra le due guerre, sono rimasti profondamente europei. Amos, invece, si sente israeliano a tutti gli effetti: «il legame forte è con la mia terra, i suoi paesaggi, il suo deserto», ha detto in una recente intervista a Valeria Gandus per Panorama.
La sua riflessione, così come gli scritti, si sono subito rivelati pregni di un senso di dolore e di conflitto. Le sue storie raccontano la vita d’Israele, la quotidianità nell’emergenza, ma soprattutto la vita di donne e uomini, i loro sentimenti. Come in Non dire notte, dove alla difficile storia d'amore tra Theo e Noa, fa da sfondo una comunità che cerca di sopravvivere protetta dai militari. Oppure come in Conoscere una donna, il cui protagonista è un uomo dei servizi segreti israeliani ossessionato dai misteri, che scopre piano piano la vita di tutti i giorni, senza trame segrete.
Sabato 28 giugno Amos Oz sarà a Milano, ospite della rassegna letteraria Milanesiana, dove insieme ad Elie Wiesel e Moni Ovadia, presenterà il suo ultimo romanzo La vita fa rima con la morte uscito da poco per Feltrinelli.