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la copertina del libro 'Qualcosa da tenere per sé', di Margherita Oggero
la copertina del libro 'Qualcosa da tenere per sé', di Margherita Oggero
 

Oggero: «mi ha ispirato un sexy shop»

 
Sabato 28 la scrittrice presenta alla Berio il romanzo 'Qualcosa da tenere per sé'. Dai suoi libri un film e una fiction tv. L'intervista
 

 
   

     
Genova, 26 giugno 2008
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mentelocale di
Francesca
Baroncelli
   

Se dico Margherita Oggero dico Torino. Ma sabato 28 giugno l’insegnante-scrittrice, che ha trasformato la città nella protagonista dei suoi romanzi noir di maggior successo, sarà uno dei testimoni del gemellaggio culturale fra Torino e Genova. Il protocollo di collaborazione tra le due città sarà sottolineato da una serie di incontri e iniziative. E dopo la presentazione del programma di GenovaUrbanLabSummerFestival08 al Salone del Libro di Torino, dal 27 al 29 giugno toccherà a Genova il ruolo di padrona di casa.
Oggero presenterà nella Sala Chierici della Biblioteca Berio (ore 17.30) il suo nuovo libro, Qualcosa da tenere per sé (Mondadori, 273 pagg., 17.50 euro).

In realtà il filo che unisce la scrittrice a Genova è meno sottile di quanto si possa pensare: «mio papà era genovese: il mio vero cognome è infatti Bottaro. Oggero è il cognome di mio marito e lo utilizzo per firmare i miei libri. Ma la mia è stata semplicemente una scelta narcisistica».
E lei, ironica e senza peli sulla lingua, mostra di avere un po’ di sangue genovese nelle vene: «i liguri e i piemontesi sono legati dallo stesso spirito caustico. Un detto popolare descrive i torinesi come falsamente cortesi. La loro bonomia nasconde in realtà un’ironia e un sarcasmo che contraddistingue anche dei genovesi».

Margherita Oggero ha pubblicato nel 2002 il suo primo romanzo, La collega tatuata, da cui la concittadina Luciana Littizzetto ha tratto il film Se devo essere sincera, diretto da Davide Ferrario. Nel 2003 è stata la volta di Una piccola bestia ferita, seguito nel 2005 da L’amica americana. Di nuovo il cinema ci ha messo lo zampino, ma questa volta sotto forma di fiction televisiva. È nata così la serie Provaci ancora prof: questa volta è Veronica Pivetti ad interpretare il ruolo di Camilla Baudino, protagonista di tutti e tre i libri, insegnante e detective per caso alle prese con omicidi e indagini mozza fiato.
«Quella di Luciana è una Camilla sarcastica e spigolosa, mentre Veronica ha scelto di sottolineare il lato più spiritoso e mammone della protagonista dei miei romanzi», commenta l’autrice.

In Qualcosa da tenere per sé Camilla trascorre una settimana lontana da marito e figlia, partiti per la montagna in occasione delle Olimpiadi invernali che si svolgono a Torino.
Ma invece di approfittarne per riposarsi, Camilla decide di richiamare un vecchio amore che sembrava ormai dimenticato, il commissario della Squadra omicidi Gaetano Berardi. Il caso, poi, la porta a conoscere Liuba, una ventiduenne dura e al tempo stesso fragile, che lavora in un sexy shop più per protesta che per scelta e vive in una comune con un gruppo di ragazzi che affrontano le difficoltà della vita con una sorta di rassegnata ribellione. È proprio Liuba a chiedere aiuto a Camilla: vorrebbe ritrovare il goffo e lento Quantunque, l'ultimo arrivato nella comune, un ragazzo di cui nessuno sa niente e che è scomparso nel nulla. La ricerca delle due donne s'intreccia presto con l'indagine della polizia sull'assassinio della prostituta Flora.

«Ma se a Camilla e Liuba interessa il perché, Berardi vuole scoprire il come. Le donne sono così: vogliono entrare nella psicologia dell’altro e amano parlarsi. Gli uomini, invece, non conoscono la confidenza. Dal barbiere non si parla di fatto personali, mentre dal parrucchiere ci si racconta».
Insieme a Liuba, l’autrice racconta le storie di ribellione dei ragazzi che vivono nella comune: «i ragazzi che oggi abitano nelle grandi città finiscono spesso per vivere insieme, dato che gli affitti delle case sono troppo alti. I giovani di cui ho raccontato la storia non sono legati da una stessa ideologia, né da rapporti di coppia, ma da un vincolo di amicizia».

Liuba lavora in un sexy shop, e per Margherita Oggero è stato divertente raccogliere le informazioni che l'hanno aiutata a costruire il personaggio: «sulla strada che ogni giorno percorrevo a piedi per recarmi alla scuola di Torino in cui insegnavo hanno aperto un sexy shop adiacente alla libreria delle Edizioni Paoline. Naturalmente è scoppiato uno scandalo. Io mi sono incuriosita, ma non ho mai avuto il coraggio di entrare per dare un'occhiata. Per saperne di più ho preferito documentarmi sulle Pagine Gialle, che ospitano numerosi elenchi di sex toys».
Ma nel libro compare anche l’ambiente della prostituzione: «descrivo un mondo che, a Torino, non c’è più. Un tempo via Barbarù era la strada delle vecchie prostitute, che lì vivevano. Oggi le cose sono cambiate».

La sprintosa quarantenne Camilla si barcamena tra due mondi che conosce poco, cercando di risolvere il giallo a modo suo: «lei piace perché non è omologata in schemi rigidi. È soggetta alle tentazioni, ma prima di cedervi vuole ragionarci sopra. E poi è protagonista di un filo amoroso – quello che la lega al commissario Berardi – che non si conclude mai».
Tra i progetti di Margherita Oggero c’è una raccolta di quattro racconti dal titolo Il rosso attira lo sguardo: «sono dei paragialli, in cui il mistero non è accompagnato necessariamente dall’indagine». Il libro uscirà il prossimo settembre, sempre per Mondadori.
Ma che ne sarà di Camilla Baudino? «Con la prof ho chiuso», rivela Margherita Oggero, «la storia si è esaurita. Forse Camilla tornerà in un romanzo non giallo. Ma questo si vedrà».

 
 
 
 
 
 
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