«Noi europei dobbiamo liberarci di alcuni stereotipi riguardo ai Paesi asiatici. Per esempio, l'idea che il loro sviluppo sia basato solo sullo sfruttamento indiscriminato della mano d'opera e sulla distruzione di risorse energetiche e ambientali». Parole di Federico Rampini, esperto di far east e corrispondente da Pechino, il quale prosegue: «nella zona di Shanghai esistono centri di ricerca scientifica d’eccellenza mondiale. Lì stanno investendo molto sulla ricerca e ormai danno lezioni anche a noi».
A proposito di Shanghai, e di scienza, ha da poco chiuso i battenti - proprio nella megalopoli cinese - la mostra ideata dal Festival della Scienza dal titolo Semplice e complesso. L'esposizione ha avuto luogo presso il Shanghai Science & Technology Festival. L'iniziativa si è realizzata a seguito del gemellaggio firmato nel 2007 tra l'associazione del Festival e la Shanghai Association per Science and Technology (SAST), ed ha raccolto circa 70.000 visitatori in una settimana. È il primo passo di una collaborazione che proseguirà: la prossima edizione del Festival, dedicata al tema della Diversità, avrà come paese ospite proprio la Cina, che sarà presente con un intero padiglione a Palazzo Ducale (Sottoporticato). Tra i temi di cui si occuperà la delegazione cinese: la cucina e la medicina tradizionale, cinese ovviamente. «La Cina è sempre stata all'avanguardia nella scienza - dice ancora Rampini - Oggi torna ad essere in primo piano: parecchie multinazionali del farmaco stanno investendo nella ricerca sulla medicina cinese». Il prossimo autunno a Genova cinque studenti cinesi parteciperanno, come già l’anno scorso, alla scuola di specializzazione per animatori scientifici professionali EASE (European Academy for Scientific Explainers). L'obiettivo è aprire una sede della scuola anche in Cina.
Francesca Messina è project manager del Festival della Scienza. «L'avventura di Shanghai è stata per noi un’esperienza entusiasmante - dice – nonostante qualche difficoltà. Il container con l’allestimento è arrivato il giorno prima dell’inaugurazione e nel periodo in cui siamo stati lì si è verificato il terremoto nello Sizuan. Ma abbiamo visto anche il passaggio della torcia olimpica da Shanghai». Semplice e complesso ha inoltre vinto il premio come miglior exhibit al Pudong Exhibition Center.
«Un'iniziativa azzeccata – ha detto Rampini – Sulla Cina, infatti, fino alla fine delle Olimpiadi di Pechino saranno concentrati moltissimi riflettori. E per ciò che riguarda Shanghai, sono già iniziati i preparativi per l’Expo del 2010, che si preannuncia un evento di grandissima portata, molto più di qualsiasi manifestazione simile organizzata in Europa».
Tra la due città cinesi vige una competizione tradizionale: «Shanghai, prosegue Rampini, è una sorta di New York cinese, centro di sviluppo e di teste di altissimo livello». Poi Rampini torna sui temi dell'ambiente: «non si pensi che la coscienza dei problemi ambientali non sia presente. Il nostro ruolo oggi in Cina potrebbe essere quello di fornire soluzioni a problemi che ci riguardano tutti». A conferma di quanto dice il giornalista, è notizia di pochi giorni fa che in Cina stanno costruendo la prima città a impatto zero.