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Storia della Musica leggera parmigiana dal 1950 al 2000
Storia della Musica leggera parmigiana dal 1950 al 2000
 

Parma rock: 50 anni di movida emiliana

 
Dalle balere ai locali, passando per tante band dimenticate. La storia musicale della città nel volume di Emanuelli e Marcheselli
 
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1 luglio 2008
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di Riccardo Storti
   

Tra le finalità del Centro Studi per il Progressive Italiano, oltre a quelle già note (ricostruzione storica, conservazione documenti e promozione band emergenti), c’è anche la ricerca bibliografica di testimonianze che contribuiscano a ricomporre puzzle organici di realtà locali. Il cosiddetto sottobosco, popolato da band che non sempre sono riuscite a varcare la soglia della sala d’incisione ma che, comunque, con le loro microtournée e partecipazioni a festival e raduni, hanno movimentato la scena italiana degli anni Settanta. Un panorama che, sino a qualche anno fa, viveva solo nel ricordo orale - talvolta magicamente nebuoloso - di chi “ha visto e ascoltato”. Una sorta di piccola epopea del passaparola rock fatto di piazze assolate, furgoni scassati, strumenti scordati, assoli irripetibili e nastri perduti. Da qualche anno, però, qualcuno ha cominciato a raccogliere quelle rimembranze, a fissarle su carta. La bibliografia cresce: concreta è la speranza che, da qui ad una decina d’anni, i campanili musicali italiani si uniscano “librescamente” raccontando i propri itinerari musicali. Un contributo che, alla fine, andrebbe ben al di là delle premesse, visto che offrirebbe uno spaccato alternativo della società italiana di oltre tre decenni fa.

Raimondo Fantuzzi, chitarrista del Posto Blocco 19, ha donato al CSPI un prezioso volume: Storia della Musica leggera parmigiana dal 1950 al 2000 di Manuel Emanuelli e Fabrizio Marcheselli (TLC Editrice, 1999).  Si tratta di un lavoro assai approfondito (325 pagine su carta patinata in formato A4) relativo alla movida parmense degli ultimi 50 anni, dalle balere ai locali, passando attraverso alcuni sforamenti nazionali da parte dei più… come chiarmarli?... Fortunati? Preparati? Intraprendenti?
E qui si pone la questione riguardante chi si sposta dalla “periferia” al “centro”. Uno su mille, si dice. Eppure Parma, come molte altre realtà provinciali, ha posseduto e mostrato da sempre un fertile terreno musicale (Verdi, Toscanini, Pizzetti).
Limitiamoci agli anni Settanta: due le band che arrivano all’agognato LP. Gli Acqua Fragile di Bernardo Lanzetti e i meno noti Rocky’s Filij. I primi scoperti e prodotti dalla PFM; i secondi che, invece, aprono i concerti del Banco del Mutuo Soccorso. Non si giunge nemmeno a metà decennio che la loro storia è già finita. A leggerla così, sembra che la Parma anni Settanta abbia generato solo loro, invece il saggio di Emanuelli e Marcheselli ci rivela che le due band sono una sintesi di musicisti, attivi già dal 1965, emersi dal vortice di una pleiade di complessi ben radicati sul territorio (i famosissimi Corvi, i Moschettieri, The Snakes, i Lunari, i Gemini 4, Greff 86, gli L.S.D., gli Stirpe 2000, gli Sturm und Drang). Poi ci sono i singoli (Beppe Cantarelli) e i musici di adozione (Gianni Bella e il tastierista di The Trip Joe Vescovi) che trasmettono, tra le righe, lo spirito vitale della cittadina emiliana.

Ovviamente il taglio giornalistico del libro si apre a curiosità e dettagli divertenti per il semplice appassionato e utili per il ricercatore. Da non trascurare il ricco apparato iconografico con la classiche fotografie dimenticate nel cassetto: vere chicche per consumati collezionisti. Circa la reperibilità del testo, potete rivolgervi direttamente alla TLC Editrice (Tel. 0521 313000; fax 0521 816748).

C’era una volta il rock va in vacanza con un bel po’ di novità discografiche in valigia, da ascoltare e da raccontare. A rileggerci dal 2 settembre.

 
 
 
 
 
 
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