PAL sta per Professionisti Audiovisivo Liguria. L'acronimo parla da solo: è nata l’associazione che punta a far conoscere un settore fondamentale e strategico per la comunicazione in Liguria, ma troppo spesso sottovalutato.
Montatori, operatori, sceneggiatori, tecnici, registi, copyrighter, computer grafici, musicisti, tecnici audio, direttori della fotografia, produttori. Sono molte le figure professionali che in Liguria non trovano spazio: «chi vuole avere un buon audiovisivo si rivolge a Milano o a Torino», spiega Maurizio Gregorini della Scuola d’Arte Cinematografica e presidente PAL, «i professionisti locali non sono conosciuti, ed è ora di far venire a galla un mondo ancora nascosto».
Con Gregorini una schiera di professionisti del settore, che hanno scelto di restare in Liguria nonostante tutte le difficoltà: ci sono il free lance Marzio Mirabella, Valeria Ravella di Communication products, Gianluca Galeazzi di Tally on, Cristiano Palozzi e Antonella Sica di Bonsai Film, la free lance Donatella Iannetti, Stefano Iacconi e Mario Robaudo di Boris Videoproduzioni, Luca Massa di Riviera Films.
Tra i fini della neonata associazione c'è quello di interagire con le istituzioni: «la Legge Regionale sul Cinema, varata nel 2005, trascura la produzione. Bisogna sensibilizzare su un mondo che crea lavoro e attira molti giovani: non vogliamo che scelgano di lasciare Genova», aggiunge Gregorini. Tante sono poi le produzioni italiane e straniere che scelgono Genova come set senza però coinvolgere le professionalità del luogo.
Speriamo che con PAL le cose migliorino. «Metteremo in contatto gli associati, offriremo loro assistenza e li informerà sulle possibilità di finanziamento. Faremo inoltre ricerche di mercato e formazione professionale avanzata». È prevista per il prossimo autunno una giornata dedicata agli audiovisivi, con incontri e proiezioni di opere realizzate da professionisti locali. L'appuntamento diventerà annuale.
È già aperta la campagna associativa: i professionisti dell’audiovisivo possono rivolgersi a PAL per entrare a far parte del progetto. Le richieste verranno vagliate dai soci fondatori: «terremo conto della professionalità, dell’esperienza, della condotta etica. E poi daremo spazio ai giovani».
È già attivo un blog a cui rivolgersi per chiedere ulteriori informazioni, e a breve nascerà un sito internet.