Progetto Comunicazione e il comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus, in collaborazione con Arci Genova e il comitato Giustizia e Libertà per Genova, hanno inaugurato la mostra Al lavoro. Genova chiama al Munizioniere di Palazzo Ducale (fino al 22 luglio 2008).
Moltissimi gli artisti che hanno dato il proprio contributo e la propria testimonianza alla mostra multimediale, curata da Federico Mininni, che raccoglie fotografie, video, interviste e installazioni che gravitano attorno al tema del lavoro nelle sue declinazioni più violente e deprecabili: le morti bianche, gli infortuni, le malattie, lo sfruttamento, il precariato, la violazione dei diritti dei lavoratori.
Il percorso espositivo è scandito da una serie di lapidi che ricordano le vittime su lavoro in Italia a partire dalla tragedia della ThyssenKrupp di Torino il 6 dicembre 2007 fino ad oggi.
Procedendo oltre la prima parete tappezzata dalle fotografie delle vittime della Tissenkrupp ci si imbatte in Vite d’amianto di Eros Mauroner un format sulla memoria delle comunità, un contenitore di microsocietà, come la definisce lo stesso Mauroner. Una scatola nera in cui tanti video (con cuffie incorporate) raccontano la storia, attraverso la voce dei familiari, delle vittime dell’amianto, rendendo personale la tragedia di ognuno di quei lavoratoti della fabbrica Eternit o semplici cittadini di Casale Monferrato (a cui l’installazione è dedicata) vittime del mesotelioma.
Più avanti ci si ritrova a camminare in un campo di fiori invasati (seppelliti). Le mascherine bianche collocate a mo di corolla ci dicono che in realtà stiamo passeggiando in un cimitero. Si tratta di Diritti infranti. Le morti bianche, installazione di Sara Poli.
E poi il racconto fotografico di Fernando Moleres che ha raccolto in tutto il mondo le immagini del lavoro minorile, e quelle di Fabrizio Gatti scattate durante il suo viaggio da infiltrato sulle rotte dei nuovi schiavi, raccontato nel libro Bilal, più un video in cui Gatti racconta il viaggio dei migranti attraverso il Sahara e il Canale di Sicilia.
E poi la tematica sul precariato, sul lavoro clandestino e sugli infortuni con interviste ai portuali di Genova e la storia di Irina, donna ucraina che lavora come colf e vive, come altre centinaia di sue connazionali, nella fabbrica Richard Ginori di Milano, ovvero la città delle badanti all'interno di monolocali di cartone, raccontata attraverso le immagini e i testi di Alessandro Grassani e Claudio Bernieri.
L’ultima sezione della mostra è dedicata alla Diaz: foto e video a ricordare i giorni del G8 a Genova e poi il fumetto testimonianza di Christian Mirra, illustratore free lance che lavora in Olanda e che ha raccontato la sua terribile esperienza di vittima di pestaggio alla Diaz in 34 tavole. In uscita un banchetto dell’Arci e un foglio Le impronte del razzismo invitano a registrarsi col proprio nominativo e la propria impronta digitale. Tutte le impronte raccolte verranno portate in Prefettura come atto dimostrativo in protesta del provvedimento del Ministro dell’Interno Roberto Maroni di registrare i bambini rom.
Nelle parole di Giuliano Giuliani troviamo il senso del collegamento tra la mostra che denuncia le morti e le ingiustizie sul lavoro con gli avvenimenti del G8 di Genova e la morte di Carlo Giuliani Sono tutte morti che non hanno avuto giustizia. Più che morti delitti, omicidi. Omicidi impuniti. Non c’è giustizia né responsabilità per la morte di Carlo così come non c’è giustizia e responsabilità per le morti testimoniate del percorso della mostra.
Programma della settimana:
Mercoledì 16 ore 17.30: presentazione del libro Cosa cambia di Roberto Ferrucci. Introduce Checchino Antonini. Video lettura e dibattito.
Giovedì 17 ore 17.30: presentazione del libro Lavorare uccide di Marco Rovelli. Marco Sommaria ne parla con l’autore. Interventi musicali di Alessio Lega da Il canzoniere del lavoro
Venerdì 18 ore 17.30: filmdocumentario In fabbrica di Francesca Comencini. Incontro con la regista.
Sabato 19 ore 10.30-13 e 15.30-18.30: Parliamo di G8- Riflessioni su Genova 2001 e su La Maddalena 2009.
Domenica 20 ore 10.30-13: L’Italia è una repubblica che convive con la tortura. Partecipano Mauro Palma, Riccardo Noury, Gennaro Santoro, Ettore Zerbino, Enrica Bartesaghi, Massimo Calandri, il sindaco Marta Vincenzi. Al termine del convegno incontro delle parti civili di Diaz e Bolzaneto con Marta Vincenzi a Palazzo Tursi.
Piazza Alimonda: 16.00: musicisti di strada
17.15-17.45: la memoria nella memoria
17.45: il microfono ad Andrea Rivera
18.15: musicisti di strada
Lunedì 21 al Circolo Arci Zenzero ore 18: Io che nel 2001 non c’ero… conversazioni con i ragazzi e le ragazze che nel 2001 avevano 15 anni e che il G8 l’hanno sentito solo raccontare.
19.30: cena per la Diaz. Fiaccolata alla Diaz.
22.30: proiezione video Diaz nei locali della scuola.
Martedì 22 ore 17.30: Parliamo di repressione