È nata la nuova guida di Genova della Sagep (215 pp., 10 Eu) in una veste tutta nuova. Paola Toni, curatrice del progetto, racconta come il volume sia frutto di un approccio orientato ai giorni nostri, che, pur nella ricchezza della storia e della tradizione, si fa forte anche delle ultime tendenze della città: dalla film commission e dal campionato di pesto al mortaio al trallallero, rispettando, durante il complesso lavoro di non mettere di chi scrive una guida turistica, tutte le esigenze, dall’architettura alla movida, dalla cultura alle escursioni, presentando il meglio che Genova ha da offrire.
«L’intento è stato quello di ritornare a quell’orgoglio che Genova aveva nei secoli passati», commenta Toni.
La guida, leggera e di piccolo formato, ideale per essere portata in giro per la città, è divisa in 6 parti per aree tematiche. La prima manciata di pagine è dedicata alla scoperta della città: come dice Toni «Genova è una città poco standardizzata. Quando ci si muove non si sa cosa si potrà trovare».
Una sezione è dedicata ai bambini e alle famiglie, puntando l’attenzione non solo sull’Acquario e la Città dei Bambini ma anche, ad esempio, sulla varietà di mezzi di trasporto che Genova offre: dai battelli alle funicolari, dai galeoni agli ascensori.
Una delle novità che trovate nella guida è la parigina divisione del centro storico tra rive droite e rive gauche che prende come spartiacque via san Lorenzo. Se Toni mette avanti le mani, osservando che forse questa idea sarà oggetto di critica, a me personalmente la distinzione non è parsa poi tanto azzardata. Non vi è mai capitato di sentirvi chiedere 'Ma nei vicoli dove? Da San Lorenzo a destra o a sinistra?' Io conosco addirittura un ragazzo che vive e gira solo nella parte a sinistra, chiaro segno che la distinzione c’è ed è anche netta.
Sfogliando avanti trovate le pagine dedicate allo sport (il trekking, il giro dei Forti e il recupero degli antichi percorsi delle creuse), per arrivare alla vita notturna, ai ristoranti e ai suggerimenti, durante gli itinerari, su dove fermarsi.
In un allegato in fondo si trova uno spazio dedicato a locali, bar e alberghi: «Non ci piaceva farli rientrare nel corpo della guida», spiega Toni. Un foglietto adesivo pieno di faccine di gradimento è a disposizione del visitatore per indicare, a proprio uso e consumo, ciò che ha gradito o meno della visita a Genova.
Infine, si scoprono sparsi per la guida dei piccoli box che contengono commenti poetici su Genova di personalità illustri (Wagner, Dickens, Balzac, Flaubert per citarne alcuni) che, come sottolinea Nando Dalla Chiesa, consulente per i grandi eventi del Comune, «incastonati in questo gioco di fotografie e testo acquistano una forza e un valore superiore».
La lettura che ne fatto Carla Peirolero, organizzatrice del Suq, fa intuire come lo stile e il linguaggio della guida non sia convenzionale, ovvero freddo e didattico, ma piacevole alla lettura e coinvolgente.
«Genova aveva bisogno di una guida moderna. Una città così vitale e aperta deve poter consegnare al visitatore un’immagine ricca. Il valore culturale della guida sta nella novità dell’impostazione. È una guida che non parla soltanto di De Andrè ma anche dei comici; in cui trovare Govi o il manifesto del film di Villaggio, indispensabili per raccontare Genova; una guida in cui trovare le cose che non sono nei libri di testo e che regala una fotografia non stereotipata dei monumenti classici da cui, al contrario, traspare un amore per il particolare e per il panorama non consueto. Uno strumento utile anche per i genovesi», è il commento di Dalla Chiesa.
Ultima battuta: per i turisti stranieri sono in cantiere le versioni in inglese, francese e spagnolo che, insieme con quella italiana, saranno a disposizione in librerie ed edicole su tutto il territorio nazionale. Come sottolinea Stefano Vablais, editore di Sagep, «il progetto della guida rientra nell’impegno di parlare della Liguria anche fuori della Liguria».