mentelocale Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 maggio - 23.10
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale BLOG mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Musica  |   Teatro  |   Cinema
mentelocale
 
         Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Agenda teatrale | Multimedia  | Webcam
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
genova  >  spettacoli  >  Musica

Al Goa Boa con Ex-Otago e The Hormonauts

 
Dall'indie pop del gruppo genovese al metal anni '50 di Andy e compagni. Sul palco del Festival sabato 26 luglio. Le nostre interviste
 
eventi
Gli Hormonauts e gli Ex-Otago saranno sul palco del Goa Boa (Nuova Darsena/Fiera del Mare) sabato 26 luglio.
Apertura porte ore 17.

Clicca qui per leggere il programma del Goa Boa
 
top 10

 
   

     
Genova, 23 luglio 2008
Stampa Invia amico
 
di
Marianna
Norese
   
Hormonauts
Hormonauts

Chi sono The Hormonauts? Se ancora non avete dato un’occhiata al loro sito forse vi sfugge l’eccentricità, la verve comica e un po’ dada del trio italiano di rockabilly. In realtà un terzo del gruppo porta origine e nome scozzesi, anche se è ormai è di casa nel Bel Pease. Lui è Andy MacFarlane, chitarra e voce del gruppo, con un passato da scultore di materiali di recupero e una collezione di freddure che tira fuori come assi dalla manica. A proposito di Manica, vi propongo un indovinello: cosa sarebbe successo se Elvis fosse nato qualche decennio dopo a Camden Town, nel cuore punk di Londra? Immaginate The Pelvis in the Memphis con il punk, i piercing, i tatuaggi e lo sguardo un po’ allucinato di Sid Vicious. La risposta è The Hormonauts, l’unica band metal anni '50 al mondo. Al telefono Andy mi confessa che in realtà un artista non dovrebbe pensare a queste etichette: «servono più alla gente che va nei negozi di musica a comprare i dischi».

Altra particolarità che rende unici gli Hormonauts è l’ultimo album Spanish Omelette (in esclusiva in vendita solo nei punti Feltrinelli Libri&Musica e presso il loro merchandise), che esce in un formato davvero particolare. Si tratta di un kit che comprende un lettore mp3 e una scheda di memoria contenente le canzoni e un paio di video. I sostenitori del cd non si preoccupino, nel pacchetto c'è anche il disco. Il lettore mp3, invece, ha la forma di un'audiocassetta old style, in perfetta sintonia con la filosofia retro-futurista della band.
Spanish Omelette nasce dalla collaborazione con l’amico londinese di Andy, Kenny Diesel, che ha portato una ventata di aria elettronica all’album: «Kenny ha creato un sacco di canzoni a cui io presto la voce. Si potrebbe definire electrobilly», spiega Andy. Agli Hormonauts piace sperimentare, tutto quello che fanno è autoprodotto. Fatto in casa, nel vero senso della parola. «Per il video della cover di My Sharona eravamo a casa mia. Una grigliata con lancia fiamme e 342 birre prese alla Lidl per fare ubriacare la gente».

Ospiti dell'ultima edizione dell’Heineken Jammin’ Festival (erano fra i vincitori del HJF Contest) gli chiedo qualche impressione: «Bello, anche se il calcio si è messo di mezzo (ahimè giugno è stato anche il mese degli Europei). Comunque il pubblico era molto simpatetico lo stesso. Credo ci sia troppo calcio in Italia. Non abbastanza nel latte». A proposito di freddure.
E della vostra prima esperienza al Goa Boa - che vi accingete a ripetere sabato 26 luglio - cosa mi dici? «Ci è piaciuta. Ricordo che mi aveva un po’ spaventato la grandezza del posto e della folla».
Credo che anche quest’anno sarà abbastanza spaventoso. Sarete alla Nuova Darsena. «Eh già. E poi in effetti ci sarà giusto qualcuno che viene a vedere Manu Chao. Abbiamo suonato con Manu una volta un po’ di anni fa, a Piacenza. Mi ha stretto la mano e mi ha detto Chao». Battute a raffica. E vabbè, Chao.

Sabato 26 luglio sul palco del Goa Boa ci saranno anche gli Ex-Otago. Pop italiano con inserti elettronici. Ironia e non-sense. Melodie semplici, orecchiabili, divertenti. Mi risponde Maurizio, tastiera e voce del gruppo. La descrizione corrisponde? «Tutto vero. Cerchiamo di fare musica popolare, quello che vogliamo è coinvolgere il pubblico, farlo partecipare. Ad esempio siamo noi che vendiamo le nostre cose dietro al banchetto del merchandise durante i concerti e c’è un concorso per cui tu puoi venire a vendere le magliette con noi portandotene a casa una gratis. Anche questo è un modo per conoscersi». Chi è il loro pubblico? «Vario, ci sono moltissimi ragazzini, ma in generale si va dalla casalinga al colto snob».
Gli Otago cantano inglese e in italiano: «a seconda di quello che ci viene meglio, senza vincoli» e le loro canzoni nascono quando meno se lo aspettano: «non vorrei citare Vasco a tutti i costi, ma davvero le canzoni nascono da sole. Non c’è un momento predefinito in cui ci mettiamo al tavolo a scriverle. Vengono fuori a caduta libera».

Le loro performance sono un mix di miti pop anni '80 e '90. A cominciare dalla tastiera eletronica, passando per i video. Giorni vacanzieri, per esempio, ricalca quasi fedelmente un film cult dei Vanzina. «Un capodanno avevamo questa canzone per le mani. Per il video noi avevamo in mente la neve e l’ambientazione naturale, mentre I Ragazzi della Prateria - con cui collaboriamo - hanno deciso per una sorta di remake di Vacanze di Natale '93». O come The Rhythm of the Night, cover di una storica hit dance di Corona. «L'abbiamo fatta per la compilation Post remixes vol.1. È venuta fuori una cosa totalmente diversa dall’originale e la sentiamo nostra anche se non lo è».
Al Goa Boa suonano in casa, e non solo perché sono nella propria città: «qui più che in altri posti ci rendiamo conto del percorso che abbiamo fatto. Dal distribuire i volantini e dare una mano a montare il palco ad essere gli headliners della serata di sabato».

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




 

Oggi in home page
  1992. Apre il Porto Antico e nasce un'altra Genova  
  Elezioni: e se a Tursi ci andasse il Gatto Ginfi?  
  Quando l'arte si fonde con la città: la mostra di Stefania Galegati Shines per Pinksummer  
  'Il motore ad acqua' al Duse, tra sogni e brutalità  
  Enrico Musso chiude la campagna elettorale al Sivori  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License