La privazione del sonno è una delle torture più efficaci per estorcere informazioni ai prigionieri di guerra, sin dai tempi di Alessandro Magno; se non fossero tragici, ci sarebbe da ridere a leggere i commenti di chi si auto-tortura volontariamente in questo modo dicendo che è addirittura divertente.
Gli effetti a breve termine sono mancanza di concentrazione, soglia di attenzione ridotta a zero, reattività fisica completamente annullata, difficoltà a restare in piedi e tempi di reazione a stimoli e situazioni decuplicati o più; tutti questi effetti possono far pensare, per esempio, che probabilmente una parte delle morti sul lavoro sia dovuta a chi si comporta come Fabrizio, che non dorme la notte e va direttamente a lavorare. Il bello, poi, è che la privazione del sonno provoca sofferenza cardiaca che si risolve in infarto in giovane età nei soggetti predisposti e in aumento del fattore di rischio oltre i 50 anni nei soggetti non cardiopatici, che vedranno accorciata la loro aspettativa di vita.
Il sonno di cui ci si priva accumula stanchezza psicologica nel cervello, gli impedisce di riorganizzare la memoria impedendo ai ricordi di fissarsi, causando nel soggetto un effetto simile a quello che comunemente viene chiamato rincoglionimento da vecchiaia, anche se la vecchiaia dovrebbe essere ancora molto lontana. Il tutto è ovviamente condito da una buona dose di alcool, che altro non fa se non amplificare gli effetti suddetti.
Personalmente non avrei un minimo di esitazione né di pietà a non rinnovare un contratto di lavoro con qualcuno che abbia questi sintomi, per il semplice motivo che un trentenne col cervello da novantenne non mi serve.
Se tutto questo per qualcuno può essere divertente, tanti auguri, ma il fatto che questa gente si arroghi il diritto di imporre ad altri il suo divertimento è, a mio avviso, assolutamente criminale, quindi, dato che a locali aperti corrisponde inevitabilmente massa urlante (e anche di questo sarebbe bello capire l’astruso meccanismo) ben vengano tutti i provvedimenti restrittivi del caso.