Un bue geniale, pasticcione, involontariamente comico; un’amica tartaruga e un mix di animali improbabili per avventure ai confini della risata.
Spiazzanti, originali, comiche.
Questa la sintesi delle strisce che costituiscono il fumetto olandese nato dalla mano di Wil Raymakers e dalla mente di Thijs Wilms e ben confezionato dalla Renoir Edizioni che rinnova l’appuntamento con la fattoria più improbabile delle fattorie con un volumetto di novanta tavole, decine di strisce tutte rigorosamente a colori.
Come nella famosissima Vecchia Fattoria – mondo immaginario che tanto ha fatto per i bambini di tutto il mondo - anche nella fattoria di Alvaro ci sono animali di tutti i tipi, tutti raccolti in un habitat in cui un leone e dei pinguini si trovano a loro agio e nel quale le cicogne per fare le loro consegne devono fare gli straordinari. Si passa da Toby il Cane ad Ele l’elefante a Rambo il gorilla, senza dimenticare la giraffa Modigliani – quando si dice il nome - Borsello il coccodrillo e Camilla la tartaruga che nella versione italiana della serie animata – prodotta in Giappone ma sceneggiata dai due olandesi – viene doppiata in uno scoppiettante toscano.
L’appuntamento con il fantazoo - Ox Tales nella versione originale – era un classico per i ciofani anni ottanta/novanta (la prima puntata andò in onda nel 1987), una vera e propria ventata di buon umore. Il volume ben rilegato e tuttoacolori – rintracciabile in libreria o nei negozi specializzati al costo di nove euro – è un ottimo veicolo per ritrovare il fascino e la comicità del cartone animato, ripulito da quel senso di approssimazione che il cartone aveva ma che, nella versione originale, conserva l’immediatezza e la comicità che solo il fumetto nella forma in cui è stato pensato può avere.
Il volume - il secondo della serie dedicato ad Alvaro e i suoi amici - è l'appuntamento ideale per i sempre malinconici trentenni – la generazione che sembra preferisca guardarsi indietro piuttosto che andare avanti - ma è anche una bella scoperta per chi – non trentenne - non lo ha mai visto.
Le strisce – diversamente dal loro figliolo televisivo – sono mute. La comicità è tutta nell’immediatezza del tratto, eccellente l'espressività impressa nei personaggi, e in sequenze che - in sole tre vignette – riescono a definire i protagonisti, lo spazio di azione e la sferzata comica finale.
Vera e propria sintesi di comicità che nell’assenza di balloons trova il vero e proprio valore aggiunto, un'esperienza divertente e un bel modo di ritrovare quel bue dall’accento romano che ha una soluzione per ogni problema, tutte cure peggiori della malattia, ma di una comicità unica.
Se poi dopo averlo letto da veri e propri nostalgici vorrete ritrovare anche le voci basta fare un giro su youtube.
Buona lettura!