|
È ormai da alcuni giorni che mi appassiono a leggere i commenti riportati sul sito a causa della chiusura anticipata dei locali: mi sovvengono alcune riflessioni. Da quanto letto, tutti o quasi, sono conoscitori e utenti del "centro isterico", come da anni lo abbiamo battezzato con alcuni amici, quindi sapranno come era il centro non più di quindici anni fa. Non c'erano locali, almeno non così tanti e visibili, semplicemente perché non c'era gente!
Ora, divertente ed interessante sarebbe indagare se la massa di giovani armati di tubi da disegno, giovani professionisti bo-bo, artisti, siano arrivati perché abbiano aperto 2 o 3 bar oppure se il significato del loro arrivo sia quello di una città che per una decina di anni ha sperato di farcela, ci ha creduto, ha accettato migliaia di persone volenterose provenienti da altre casbe. A questo punto, se davvero riteniamo siano 3 ore di urla sottocasa il venerdì e il sabato il problema del nostro centro storico, del mio paesone, allora forse abbiamo infilato la testa sotto le montagne di rifiuti che vedo ad ogni angolo.
Forse il problema vero ha 1000 piccole sfaccettature: edifici che cadono letteralmente a pezzi, spacciatori che praticamente hanno l'ufficio ad alcuni angoli di strada, una sporcizia che fa venire voglia di andarsene, una gestione della cosa pubblica da terzo mondo, mandrie di ratti che il mio cane avrebbe paura. Pensiamoci, e pensiamo pure che se i locali fanno casino allora le pescherie puzzano ed i tavolini dei bar ingombrano la strada. Forse tutto sommato i tossici che schivavo per entrare a casa una dozzina di anni fa non urlavano molto.
|