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Caruggi si nasce
© foto: www.flickr.com - senzapareti  -  Una scritta sui muri del cnetro antico di Genova
 

«Non chiamiamoli più vicoli, ma caruggi»

 
«Troppo spesso quel termine è usato in senso dispregiativo». Continua il dibattito sul centro di Genova. La proposta di Giovanni
 
eventi
Lunedì 4 agosto 2008 è entrato in vigore un nuovo regolamento varato dal Comune di Genova sugli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali. Tra i punti dell'ordinanza, spicca l'obbligo di chiusura anticipata dei locali del centro storico: all'una l'ultima somministrazione, all'una e mezza la chiusura. Per le serate di venerdì e sabato (ma anche prima delle festività), l'orario limite è posticipato alle due di notte.
Si parte con un mese di prova, poi arriveranno le sanzioni per chi non rispetta le regole: alla quinta infrazione nell'arco di 12 mesi è prevista la revoca della licenza.

Inoltre da sabato 9 agosto è in vigore un'ordinanza con cui si vieta l'uso bevande alcoliche in contenitori di vetro e/o metallo dalle ore 22.00 alle ore 6.00 in alcune località del centro storico (piazza Caricamento, via di Sottoripa, piazza delle Erbe, piazza San Bernardo, salita Pollaioli, piazza della Commenda, via e piazza della Maddalena, Area Expo).
La sanzione per i trasgressori sarà dai 25 ai 500 Eu, salvo che il fatto costituisca reato.
I città si è subito creata una certa tensione, sono fioccate la prime multe, le vie in questione sono presidiate dagli agenti, e si orecchia di manifestazioni (pacifiche) in centro.

A seguito di questi nuovi regolamenti, si è scatenato il dibattito. Dopo lo sfogo di Fabrizio, hanno risposto Giulia Molinari, Antonio, Luca, Gian Piero Bertoglio, Sergio Acerbi, Dom Costa, Matteo Raselli e Alessandro Chindamo, Roberta.

Oggi pubblichiamo il contributo di Giovanni Villani, che interviene sul tema dei problemi del centro storico e rilancia: «non chiamiamoli più vicoli - dice - perché la parola ha ormai un significato dispregiativo». Ecco la sua proposta

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Genova, 13 agosto 2008
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di Giovanni Villani
   

Vorrei lanciare la mia campagna di sensibilizzazione per l'abolizione dell'uso del termine "vicoli".
E spiego il perché.
Non certo per un discorso lessicale “da vocabolario”, ma per il significato che via via, senza quasi darvi peso, ha preso questa parola, con un tono esplicitamente o, quantomeno implicitamente dispregiativo.

E non paia una questione di lana caprina perché essere definito uno dei vicoli per un qualunque abitante, ma soprattutto, ad esempio per i ragazzi in età scolare (ma anche, ad es. in cerca di primo impiego) ha creato / crea più di un pregiudizio, a volte assai negativi e a torto penalizzanti.

Lo stesso dicasi, per l’allargamento “mentale” del brutto concetto all’intero quartiere, inteso come Comunità di persone, ma anche come primigenio insediamento abitativo genovese, dove molte delle frizioni, problemi, difficoltà, sciatterie, sottovalutazioni, derivino dall’idea, purtroppo imperante, che nei 'vicoli' si possa fare tutto quel che pare e piace e che, magari non ci si sognerebbe di fare in un’altra zona, dall’urlare e schiamazzare, al pisciare nei portoni.

È storia di oggi e ben vengano, in questo caso, le ordinanze della Sindaca Vincenzi sugli orari della chiusura dei locali e sul divieto dei famigerati vetri e lattine, ma non “a macchia di leopardo”, tipo in questo caruggio sì, nella piazzetta a fianco no, perché sennò non serve praticamente a nulla.

Mi viene il parallelo, ed è cronaca, anch’essa, di questi giorni con la frase  "è uno del CEP".

E siccome non sopporto più chi protesta senza dare soluzioni, propongo di dire "i caruggi", che ha un suono e un significato, un senso di appartenenza ed anche di genovesità, molto migliori e più forti.
Non a caso così si chiama il Circolo di Marco “Naso” che tanto di positivo ha fatto (e continua a fare)  per i ragazzi del quartiere.

In alternativa, vedrei bene, specie in un contesto più “ufficiale”, due definizioni aderenti alla realtà storica, urbanistica, territoriale cittadina ossia "Centro Storico" e ancor meglio "Centro Antico", il cuore da sempre della città di Genova.

 
 
 
 
 
 
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