C'è che leggere poesie giovanili sulla copertina di un libro fa sempre un certo effetto: quelle due parole, messe insieme così, racchiudono l'incoscienza e l'impetuosità degli anni più belli, i momenti da ricordare e quelli che apparentemente si sarebbe preferito non aver mai vissuto. Poesie giovanili vuol dire notti brave e notti insonni, occhi lucidi e risate sincere, brindisi alla vita, fantasie d'amore e struggimenti. Tracce di un'epoca perduta tenute in vita sulla carta, per potere esclamare un giorno «cazzo, ero io, quelle cose le ho vissute io».
Di volumi con questo sottotitolo - poesie giovanili, appunto - ce n'è a bizzeffe in circolazione, ma si tratta solitamente di pubblicazioni tardive dei primi esperimenti in versi di autori poi diventati celebri per via di quella loro strana abilità nel giocare con le parole.
Il libro di cui parlo io, invece no. L'autore, Francesco Lonetti, giovane lo è ancora: a 31 anni pubblica la sua prima raccolta di poesie Quando ero più vecchio (Genesi Editrice, 2007, 90 pp., 10 Eu), ed ecco che con un titolo così la precisazione che si tratti di poesie giovanili lo rende ancor più invitante (il riferimento, puntualizzato nella citazione in apertura di volume, è al Bob Dylan di My back pages, che cantava Oh but I was so much older then, / I'm younger than that now).
Francesco Lonetti è alessandrino, vive a Valenza Po (AL) e scrive i testi per il gruppo musicale Barrique, leggo nel risvolto di copertina. Ma è a Genova che ha a lungo studiato e vissuto, e dove sono ambientate molte delle sue poesie.
I componimenti selezionati per questa raccolta vanno dal 1997 al 2006 (decade in cui l'autore è passato dai 20 ai 30 anni), sono caratterizzati da un ritmo che non fa che confermare i legami con la musica dell'autore e racchiudono la sua vita recente, tra amori (La tua ombra [tra i vicoli di Genova] o Letizia) e compagni di avventure (La ballata di Alberto Marini, studente universitario), viaggi in treno e tristi giornate iniziate leggendo poesie di Pavese.
Quando ero più vecchio è un libro che mi è capitato tra le mani per caso, che ho sfogliato spinto dalla curiosità di quel poesie giovanili in copertina e che devo ancora capire fino in fondo.
Ma è sempre bello leggere versi come questi:
Non so perché ma l'ho presa dal cassetto
e l'ho rimessa qui la tua foto,
e i tuoi occhi sono sulla mia scrivania
e hai bei capelli biondi che ti ha fatto la poesia
e che puoi portare in giro, ora, dove vuoi.