Le Piccole Cose è un’organizzazione di volontariato di Genova e, nonostante sia nata da poco più di un anno, di cose ne ha già fatte molte e poi non così piccole, grazie all’entusiasmo e al lavoro di Maurizia La Torre, Giampiero Briguori e Fabrizio Caudana, un gruppo di amici viaggiatori per amore di conoscenza del mondo, come loro stessi si definiscono, che offrono sostegno a comunità che si occupano di infanzia e giovani in stato di abbandono.
Il metodo è quello dell’intervento diretto e del coinvolgimento in prima persona. A differenza della maggior parte delle organizzazioni di volontariato che raccoglie materiale in Italia per poi trasportarlo nel luogo deputato, Le Piccole Cose raccolgono soldi per poi comprare in loco quello di cui c’è bisogno. Maurizia mi spiega il perché: «in questo modo azzeriamo le spese per il trasporto e lo sdoganamento. Preferiamo risparmiare questi soldi per poterli mettere in circolo in cose più utili. E poi questo modo permette ai ragazzi di lavorare con materiali della loro tradizione».
Il rischio, dall’altro lato, è che la gente, spinta dalla diffidenza, sia meno predisposta a donare soldi piuttosto che quaderni, penne e altro materiale, ma Maurizia è fiduciosa: «crediamo che se le persone capiscono le ragioni, allora si convinceranno che in questo modo è meglio».
«Per non contare che, comprando in loco, si aiuta il mercato locale e, con gli stessi soldi là compriamo molto di più di quello che potremmo comprare qui», aggiunge Giampiero.
Il progetto promosso da Le Piccole Cose è a favore di Hamara School, una scuola che si trova a Panjim, capitale di Goa, piccolo stato sulla costa occidentale dell’India.
L’idea di andare a cercare progetti da sostenere proprio in India è stata caldeggiata da Maurizia, che conosce la realtà del subcontinente grazie ad una decina d’anni di viaggi e volontariato. «Arrivare a conoscere Hamara School non è stato facile - mi confessa Giampiero - laggiù non amano le associazioni di volontariato, perché fanno fatica ad ammettere di avere bisogno di aiuto». Alla fine, grazie anche al console onorario di Goa, Antonio Del Negro, i volontari hanno fatto la conoscenza di Mangala Wagle, fondatrice della scuola e coordinatrice dei volontari che gravitano intorno ad essa.
Ritornando al discorso del risparmio, Maurizia ci tiene a sottolineare che «tutto il materiale usato dall’associazione ed esposto agli eventi che organizziamo lo abbiamo ottenuto gratuitamente, grazie al sostegno di tante persone che stanno facendo crescere rapidamente le attività dell’associazione».
Il primo obiettivo de Le Piccole Cose è quello di Tutti a scuola, una raccolta fondi destinati all’acquisto di uno scuola-bus per i ragazzi che frequentano Hamara School. Altra idea in cantiere è quella di realizzare un dizionario figurato trilingue, in collaborazione con la Scuola Media Lomellini-Cantore di Genova. Entro la fine del 2008 il lavoro realizzato con la scuola genovese verrà portato ad Hamara School per la traduzione in lingua konkani ed infine riportato in Italia per essere stampato, presentato e distribuito alle scuole genovesi e messo in vendita.
Nel futuro dell'associazione c’è la volontà di collaborare con altre scuole genovesi, «soprattutto quelle del centro storico che sono quelle più multietinche e difficili, per una ragione di coerenza col progetto», spiega Maurizia. In India, invece, il prossimo passo sarà la fondazione di una scuola di accoglienza per giovani donne indiane che sia improntata sull’informazione ma anche sulla formazione.
Le attività non finisco qui. A Torino Le Piccole Cose stanno collaborando con la scuola Falcone-Borsellino di San Raffaele Cinema per il recupero di materiale scolastico usato che sarà portato alla scuola indiana dai volontari durante il loro prossimo viaggio.