Gli eventi culturali organizzati nel periodo estivo, i concerti con grandi nomi della musica italiana, le iniziative per i giovani come il torneo di calcetto Ceppions League. Il Consorzio Pianacci - guidato Carlo Besana, ex farmacista brianzolo trapiantato a Genova - da tempo si è attivato per dare vita ad un quartiere della periferia genovese, nominato quasi solo per i suoi disagi economici e sociali.
Ora il Cep alza il tiro. Dopo la festa di compleanno del furgone bruciato e abbandonato sotto i portici di un caseggiato popolare (e rimosso dal Comune poco dopo la celebrazione), arriva il momento della cosiddetta contro-Notte Bianca, che avrà luogo sabato 13 settembre 2008 presso il Centro Sportivo Pianacci (via della benedica 14), in contemporanea con l'evento ufficiale organizzato nel centro di Genova, ed avrà un protagonista d’eccezione: Beppe Grillo.
La Notte Grigio Topo, così è stata ribattezzata, avrà lo spirito di una festa vera, ma con l'occhio rivolto ai problemi della zona: l’emergenza abitativa, il degrado, l’assenza di manutenzione. Parteciperà anche Marco Travaglio, insieme ai giornalisti Marco Preve e Ferruccio Sansa, autori del libro Il Partito del cemento. Oltre all’intervento di Grillo - che parlerà dell’abbandono in cui vengono lasciate le periferie delle grandi città, Genova ma anche altre metropoli italiane – interverranno l’architetto Alberto Sasso, che si occupa di bioarchitettura, e Monsignor Giorgio Parodi, un’istituzione nel ponente cittadino.
Il titolo della serata è Il degrado collinare del Ponente ligure.
Giorgia, genovese, ha 32 anni, è attivista dell'associazione ambientalista Terra! e abita da sola al Cep. L'abbiamo sentita per farci raccontare il quartiere dal punto di vista di chi ci vive. «Io qui ci sto bene, non mi sono mai sentita in una zona di edilizia popolare. Ho una casa che mi piace, un terrazzo da cui vedo il mare, una cantina e un garage - dice - tutto a un prezzo commisurato a ciò che guadagno».
Secondo Giorgia il Cep è una via di mezzo, meno degradato di altri quartieri come Begato, ma non esente da problemi. «Il mare e Voltri sono molto vicini, forse questo aiuta e creare un clima non troppo chiuso», dice. Come molte altre zone della città (vedi centro storico) è a macchia di leopardo, sia dal punto di vista urbanistico che sociale. «C'è chi ha occupato la casa e la tiene di generazione in generazione, ci sono luoghi in cui la solidarietà tra vicini è molto spiccata, tanta gente che si impegna per migliorare le cose. Altri meno tranquilli, e dove i residenti se ne fregano completamente».
Uno dei punti forti della Notte Grigio Topo è l'assenza delle istituzioni nella zona. Tu cosa ne pensi? «Va a momenti - dice ancora Giorgia - a volte non si fanno vedere per molto tempo. Non rispondono agli appelli e alle denunce. Altre appena li chiami per illustrare una situazione, corrono e la risolvono». Giorgia - che tra l'altro si occupa di agricoltura sinergica - sta curando personalmente un progetto di recupero di un'area verde del Cep. «L'hanno costruita qualche anno fa e poi è rimasta abbandonata. Ho chiesto di poter mettere insieme un gruppo di volontari per ripristinarla. Mi hanno dato carta bianca, spero di riuscire a portarlo avanti».
Insomma, ci sono due ordini di problemi: mantenere alto il livello di attenzione delle istituzioni, che altrimenti tendono a dimenticare alcune aree. Ma anche lavorare sulla cultura del quartiere. «Ti racconto un aneddoto - prosegue Giorgia - per un periodo ho visto che un camioncino scaricava tutti i giorni mobili in mezzo a una piazza, proprio davanti a casa mia. Prima ho chiesto al signore del camion cosa stesse facendo, e lui mi ha risposto: "non si preoccupi signorì, dopo faccio un falò". Poi ho chiamato i vigili e fortunatamente sono venuti a liberare l'area. Il mio gesto, però, non è piaciuto ad alcuni vicini, che pensavano sul serio si dovesse fare il falò. Va bene i rifiuti per strada, ma anche rischiare di farmi andare a fuoco la casa no...».