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Movida a Genova
© foto: www.flickr.com - giasco  -  Movida a Genova
 

«Non solo le donne sono in pericolo»

 
Prosegue il dibattito sul centro storico di Genova. «Chiudere prima i locali non serve, eliminiamo i criminali dai vicoli». Dalla community
 
eventi
Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato l'intervento di Manuela Simoni, che lamentava: «Con la chiusura notturna anticipata dei locali genovesi non mi sento più sicura a girare da sola».
Laura Guglielmi, direttora di mentelocale.it, ha commentato: «Dobbiamo imparare a rispondere con intelligenza e prontezza ogni volta che ci sentiamo offese o aggredite».
È arrivato in seguito l'intervento di Gabriela Narvàez, che risponde: «Gli uomini sono guardoni? È normale. Siamo noi che dobbiamo vestirci più decentemente».
Oggi si aggiunge al dibattito anche l'opinione di Enrico Moizo.

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Genova,
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di Enrico Moizo
   
 
I temi di questo dibattito sono legati a quello sulla movida cittadina: lunedì 4 agosto 2008 è entrato in vigore un nuovo regolamento varato dal Comune di Genova sugli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali. Tra i punti dell'ordinanza spicca l'obbligo di chiusura anticipata dei locali del centro storico: all'una l'ultima somministrazione, all'una e mezza la chiusura. Per le serate di venerdì e sabato (ma anche prima delle festività), l'orario limite è posticipato alle due di notte.

Dal 9 agosto, inoltre, è in vigore un'ordinanza con cui si vieta l'uso di bevande alcoliche in contenitori di vetro e/o metallo dalle ore 22.00 alle ore 6.00 in alcune località del centro storico (piazza Caricamento, via di Sottoripa, piazza delle Erbe, piazza San Bernardo, salita Pollaioli, piazza della Commenda, via e piazza della Maddalena, Area Expo).
La sanzione per i trasgressori sarà dai 25 ai 500 Eu, salvo che il fatto costituisca reato.
In città si è subito creata una certa tensione, sono fioccate la prime multe, le vie in questione sono presidiate dagli agenti, e si orecchia di manifestazioni (pacifiche) in centro.

A seguito di questi nuovi regolamenti, su mentelocale.it si è scatenato il dibattito. Dopo lo sfogo di Fabrizio, hanno risposto Giulia Molinari, Antonio, Luca, Gian Piero Bertoglio, Sergio Acerbi, Dom Costa, Matteo Raselli e Alessandro Chindamo, Roberta, Giovanni Villani, Enrico Moizo.
Il problema della delinquenza dei vicoli oggi non é più soltanto un woman's matter, non si limita ad aggressioni verbali, al sentirsi in pericolo con una gonna, al dover camminare a testa bassa. Oggi certe zone, certi caruggi che non basta evitare, perché talvolta vanno attraversati per giungere altrove, sono diventati ancora una volta e peggio che prima, terra di nessuno, territori off limits per tutti, uomini e donne, specialmente dopo la chiusura dei locali notturni limitrofi. Ecco perché si può trovare un fil rouge tra le nuove norme che impongono la chiusura anticipata ai proprietari dei pub e la criminalità del centro storico, norme che non ridurranno mai la rumorosità durante il weekend, (poiché cinquantamila persone, dopo le due, non sapranno più dove andare a rinchiudersi e probabilmente molte di queste troveranno asilo nelle piazze), ma che in compenso favoriranno l'emancipazione dei vari spacciatori e rapinatori, durante la settimana quando evidentemente le strade saranno deserte.

Ho vissuto la movida del centro storico per dieci anni, ne ho fatto parte come organizzatore di eventi e posso assicurarvi che oggi la degenerazione è preoccupante e la criminalità non è più in mano ai buon vecchi napoletani, che mantenevano pur sempre un'etica, ma a bande di extracomunitari violenti che non hanno nessuno scrupolo a prendere un uomo a calci e bottigliate, per rubare un portafoglio, un orologio. Questa realtà va denunciata, apertamente. E credetemi, io non sono mai stato e non sarò mai razzista, tutt’altro, però questa è cronaca di tutti i giorni, non si tratta di discriminazione. non c'è nessuna ideologia, solo constatazione dei fatti. Giusto ieri sera,  una persona a me cara, un distinto signore di quarantanni, è finito all'ospedale dopo essere stato derubato da due equadoriani dalle parti di Vico Vegetti.

L'immigrazione, come già scrissi, è un fatto storico irrefrenabile e soprattutto legittimo, che può diventare produttivo. Ci sono migliaia di immigrati che lavorano onestamente da anni a Genova, che si sono integrati e che pagano le tasse, altri che vorrebbero provarci. La loro presenza è in aumento costante e questo è il momento di prendere provvedimenti seri, di creare organi capaci di canalizzare la loro forza lavoro, di assisterli, ma anche di educarli alla convivenza civile.  È il momento di fare qualcosa che possa avere un impatto storico nel tempo e di dire basta alle falle riparate con la gomma da masticare. Esiste poi, una minoranza, benché cospicua, di persone che vive di espedienti e non ha nessuna intenzione di cambiare stile di vita. Qui deve intervenire l'Amministrazione, con decisione, impiegando e sostenendo le Forze dell'Ordine per restituire un'immagine dignitosa a tutti quegli extracomunitari onesti e che vengono guardati ormai con diffidenza, perché si sa, l'opinione pubblica tende a fare di tutta l'erba un fascio. L'amministrazione ha puntato invece il dito sull'imputato sbagliato e dopo un processo sommario, ha stabilito la pena. La chiusura anticipata infatti condannerà molti locali al fallimento. I vicoli non si svuoteranno, rimarranno comunque invasi di ragazzi che hanno voglia di fare nottata, almeno una volta dopo una lunga settimana di lavoro o di studio e nel frattempo, in settimana sarà sempre più rischioso rientrare in casa tardi.

Posso comprendere il voler limitare la movida nel centro storico, posso accettare lo  sgombero dei fatiscenti (benché storici) bassi occupati dalle prostitute, ma forse questi sono provvedimenti che avrebbero potuto arrivare, eventualmente, dopo aver sconfitto il male principale, la criminalità più o meno organizzata.
 
 
 
 
 
 
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