1948, nasce la Repubblica Italiana, ma anche Tex.
Da quando mi sono accorto che il Cow boy che fa impazire i lettori più maturi ha gli anni della repubblica il parallelo mi frulla nella testa. Ma non è il solo parallelo che affiora quando guardo la costina di Aquila della Notte e mi accorgo che i numeri sono 575. Tex Willer è nato lo stesso anno di mio padre.
Mio papà - come molti altri sessantenni - non ama la letteratura a fumetti. Certo, avendo per casa un figlio che da quando ha cominciato a leggere è sempre rimasto affascinato dalle nuvole parlanti, non ha potuto fare a meno di notare come parte della paghetta di un tempo, oggi stipendio, venisse spesa per quei - come li chiama lui - giornaletti.
Mio padre preferisce leggere libri - in quel senso io e mia sorella siamo i suoi pusher ufficiali - e sebbene un po' per curiosità un po' per darmi soddisfazione qualche albo - io li chiamo così - qualche volta lo legga, è con Tex che ha lo sguardo che conosco bene: quello di chi sa farsi conquistare dalle avventure a fumetti. Perché Tex non è un fumetto, non è un giornaletto, è Tex. Punto.
Tex è probabilmente il ponte con i sogni che la sua generazione - la prima nata dopo la Guerra - faceva di fronte alle praterie dei film western. È il fumetto che spiega ai lettori di oggi quale e quanta sia la passione di un lettore che - come fosse un caro amico - ogni tanto perde di vista il suo eroe di carta, ma solo per un momento.
Per il compleanno numero sessanta del proprio eroe - uno dei più longevi della letteratura a fumetti mondiale - Bonelli ha deciso di dedicare ai suoi lettori un numero che celebra e ricorda. La celebrazione è tutta nella copertina di Claudio Villa - in cui appare Lilyth, il grande amore di Tex, nel colore - da sempre sinonimo di evento per la casa delle idee - e nel titolo - Sul sentiero dei ricordi - dell'albo sceneggiato da Claudio Nizzi e disegnato da Fabio Civitelli.
Ma non è tutto, perché i sessant'anni di Tex - l'età di mio padre - sono anche i cento dalla nascita del suo di padre, Gianluigi Bonelli. Nell'editoriale di Sergio - figlio di Gianluigi (e attuale Direttore Generale della Bonelli, ndr) e a tutti gli effetti fratello di inchiostro di Tex - c'è anche il ricordo di chi su quelle praterie ha costruito un mondo che oggi, attraverso altri personaggi, altre nuvole parlanti, altri disegni, continua a fare sognare migliaia di lettori.
Assieme al fumetto infatti - in vendita in questi giorni - c'è Il Massacro di Goldena, un romanzo dello sceneggiatore di fumetti più famoso d'Italia pubblicato nel 1951.
Colori, celebrazioni e ricordi per rinnovare una passione che non scema mai. Per capirlo basta vedere come i lettori di Tex - mio padre e i suoi colleghi - si siano affezionati alla ristampa - colorata - che La Repubblica e l'Espresso mandano in edicola tutti i giovedì.
«In origine - racconta Sergio Bonelli - erano programmati cinquanta volumi, oggi la consideriamo l'ennesima pubblicazione di Casa Bonelli».
In casa mi hanno già chiesto di portarmi via i miei fumetti. Quello spazio, dopo anni, se lo sta riconquistando il Cow Boy più amato del mondo.
Buona lettura!