Nel corso della stagione 2008/2009 - presentata lunedì 15 settembre 2008 - il Teatro Stabile di Genova accoglierà molti artisti e registi genovesi conosciuti anche a livello nazionale ed internazionale. È una sorta di tributo ai protagonisti della scena locale, che si svolgerà nella sala del Teatro Duse: da Gian Piero Alloisio e Maurizio Maggiani (Storia della meraviglia, 16-26 ottobre 2008) alla regista Laura Sicignano (Raccolta indifferenziata, 14-18 gennaio 2009), e poi Mario Jorio (Esiliato 27-gennaio 2008/1 febbraio 2009), Sergio Maifredi che dirige Jurij Ferrini e Corrado D’Elia (Vero west di Sam Shepard, 3-8 febbraio 2009), Pino Petruzzelli con uno spettacolo tratto da Mario Rigoni Stern (Con il cielo e le selve, 11-15 febbraio), Carla Peirolero ed Enrico Campanati con Sulla rotta di Gulliver (28-30 aprile 2009). Non solo, anche gli allievi della Scuola e gli attori della Compagnia dello Stabile sono protagonisti, presenti in tanti titoli del nuovo cartellone.
Nel programma fresco di stampa tanti i grandi nomi del teatro. Per citarne alcuni: Carlo Cecchi, Franco Branciaroli, Vittorio Franceschi, Alessandro Haber, Umberto Orsini, Massimo Dapporto, Carlo Giuffrè, Fausto Paravidino, Lina Sastri.
Ma la cinquantottesima stagione dello Stabile – che si apre il 14 ottobre 2008 per concludersi il 9 maggio 2009 - inizia con il Re Lear di Shakespeare, mai rappresentato dal teatro genovese fino ad oggi: «un’opera stupefacente e difficile – dice il regista Marco Sciaccaluga – metterla in scena è una vera impresa, come per un alpinista scalare sei vette di ottomila metri in una settimana. Ma affrontare un’avventura del genere è un privilegio per tutti noi». L’opera shakespeariana è stata tradotta per l’occasione da Edoardo Sanguineti.
In cartellone anche altre due produzioni dello Stabile: L’anima buona di Sezuan (17 marzo-9 aprile 2009) di Brecht – presentato l’estate scorsa a Milano – che segna il ritorno di Mariangela Melato a Genova, con la regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani. Infine A corpo morto (15 aprile-3 maggio 2009), ancora per la regia di Sciaccaluga, con Vittorio Franceschi protagonista di ben cinque ruoli differenti, sia maschili che femminili.
Il Teatro Stabile di Genova andrà anche in tournèe con India, lo stesso Re Lear (che parte subito dopo il debutto genovese), L’agente segreto, La famiglia dell’antiquario e L’anima buona di Sezuan.
Da segnalare anche l’opera dell’enfant prodige Fausto Paravidino, Noccioline, che va in scena con la regia di Valerio Binasco (4 novembre-16 novembre 2008). Alessandro Haber, invece, porta a Genova il Platonov di Cechov (11-16 novembre). Carlo Cecchi interpreta e dirige Claus Peymann /Sik Sik (2-7 dicembre), da un testo di Thomas Berhard ed Eduardo De Filippo. E ancora, a dicembre è in programma il Molly Sweeney di Andrea De Rosa, mentre a fine gennaio 2009 arriva Gomorra, tratta dal caso letterario di Roberto Saviano (che è anche autore dello spettacolo insieme a Mario Gelardi). Spazio anche a La badante di Cesare Lievi (10-15 marzo 2009, Duse) e a Davide Enia con I capitoli dell’infanzia (24-29 marzo 2009, Duse).
Parallelamente agli spettacoli di cartellone, proseguono altre iniziative curate dallo Stabile, come la terza edizione della Rassegna di drammaturgia contemporanea (12 maggio-13 giugno 2009), che ospita in una serie di incontri a ingresso libero Christian Simeon, Kai Hensel, Marco Taddei, Juan Mayorga e Tennis Lehane. Dal 23 marzo al 6 aprile 2009, infine, torna anche la rassegna Grandi parole, che celebra il 150 anniversario dell’Unità d’Italia con un titolo provocatorio: Fare gli italiani. «Abbiamo preso spunto dalla celebre frase di Massimo D’Azeglio (Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani n.d.r.), per evidenziare che dopo un secolo e mezzo siamo più o meno allo stesso punto», dice il direttore dello Stabile Carlo Repetti.
Tra novembre 2008 e febbraio 2009 sono in programma gli incontri de La storia in scena del Museo-Biblioteca dell’attore a Palazzo Ducale.
Repetti sottolinea anche che per il nono anno consecutivo i prezzi non subiranno rialzi. «Un caso unico, credo, in Italia», dice e prosegue, «finché potremo continueremo su questa strada, per far sì che nessuno debba rinunciare a passare una giornata in questo teatro. Non c'è migliore medicina per lo spirito, è come il latte e il pane per il corpo».