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«Extracomunitari? Pochi quelli onesti»

 
Manuela accende il dibattito: «mettere la minigonna è un mio diritto ma ci sono culture che vedono le donne come oggetti». Dalla community
 
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Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato l'intervento di Manuela Simoni, che lamentava: «Con la chiusura notturna anticipata dei locali genovesi non mi sento più sicura a girare da sola».
Laura Guglielmi, direttora di mentelocale.it, ha commentato: «Dobbiamo imparare a rispondere con intelligenza e prontezza ogni volta che ci sentiamo offese o aggredite».
È arrivato in seguito l'intervento di Gabriela Narvàez, che risponde: «Gli uomini sono guardoni? È normale. Siamo noi che dobbiamo vestirci più decentemente». È poi intervenuto Enrico Moizo, che ha risposto a Gabriela.
Oggi pubblichiamo un ulteriore commento di Manuela Simoni.

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Genova, 16 settembre 2008
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di Manuela Simoni
   
minigonna
 
I temi di questo dibattito sono legati a quelli della movida cittadina. Lunedì 4 agosto 2008 è entrato in vigore un nuovo regolamento varato dal Comune di Genova sugli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali. Tra i punti dell'ordinanza spicca l'obbligo di chiusura anticipata dei locali del centro storico: all'una l'ultima somministrazione, all'una e mezza la chiusura. Per le serate di venerdì e sabato (ma anche prima delle festività), l'orario limite è posticipato alle due di notte.

Dal 9 agosto, inoltre, è in vigore un'ordinanza con cui si vieta l'uso di bevande alcoliche in contenitori di vetro e/o metallo dalle ore 22.00 alle ore 6.00 in alcune località del centro storico (piazza Caricamento, via di Sottoripa, piazza delle Erbe, piazza San Bernardo, salita Pollaioli, piazza della Commenda, via e piazza della Maddalena, Area Expo).
La sanzione per i trasgressori sarà dai 25 ai 500 Eu, salvo che il fatto costituisca reato.
In città si è subito creata una certa tensione, sono fioccate la prime multe, le vie in questione sono presidiate dagli agenti, e si orecchia di manifestazioni (pacifiche) in centro.

A seguito di questi nuovi regolamenti, su mentelocale.it si è scatenato il dibattito. Dopo lo sfogo di Fabrizio, hanno risposto Giulia Molinari, Antonio, Luca, Gian Piero Bertoglio, Sergio Acerbi, Dom Costa, Matteo Raselli e Alessandro Chindamo, Roberta, Giovanni Villani, Enrico Moizo, Clara Marcucci.

Ringrazio Laura Guglielmi per la pubblicazione della mia lettera poichè penso sia essenziale dare libero spazio anche a chi ha diverse opinioni e troppo spesso questo non accade. Ringrazio inoltre per aver speso un po' di tempo dandomi una risposta. Mi scuso per il ritardo ma ho avuto dei problemi con il pc.

Rispondo alla lettera di Gabriela Narvàez. Per quanto riguarda il generalizzare io ho descritto solo quello che vedo, quello che vivo ogni giorno. Non metto in dubbio che ci siano extracomunitari onesti, ne conosco anche, ma sono troppo pochi in proporzioni a quanti ne arrivano ogni giorno. Gente di cui non si sa nulla, gente che nemmeno risulta mai giunta in Italia (infatti ho scritto immigrazione clandestina).
A mio avviso chi generalizza invece è lei dicendo che gli uomini sono tutti guardoni. Non mi pare proprio. Specificherei anche che c'è un abisso tra il guardare e il molestare, tra l'apprezzare e l'essere volgari, tra voler conoscere una ragazza e pretendere di averla come se fosse scontato.

Lei dice di non aver mai visto extracomunitari molesti in giro per la città mentre dice di vedere ogni giorno ragazzi che bevono e sporcano. Dice anche che è questione di educazione: sono d'accordo. Ci sono tante persone poco intelligenti e superficiali che non hanno rispetto per nulla. Quello che però mi turba particolarmente è questo pensiero: gente che proviene da culture totalmente diverse, culture che vedono la donna come una macchina da ingravidare, culture per cui è normale pretendere piuttosto che ottenere, come potrà mai dare al proprio figlio l'educazione giusta per quello che è il nostro paese? Se è normale, per loro, picchiare la donna, che insegnamento potrà mai avere un figlio? Dopo quante generazioni si integrerà una simile famiglia?

Ci sono stranieri che lavorano 12 ore al giorno certo, ma non è un mistero che gli extramunitari, in quanto tali sono aiutati in molte cose. Io, pur lavorando, un figlio non potrei mantenermelo, nemmeno potrei pagarmi un affitto.. eppure sono circondata da famiglie straniere la cui media di prole non si limita al numero uno.
Penso che chiedermi come fanno sia lecito.
Lei non è nessuno per poter affermare che la gente deve riposare e andare a dormire presto così come io non sono nessuno per dire che la gente deve fare nottata. Qui chi è che ha di nuovo generalizzato? Quello che io dico è che la gente deve organizzare la sua vita come meglio crede e deve avere la possibilità di fare entrambe le cose, sempre nel rispetto del prossimo.
Non mi va di essere volgare quindi non ripeterò il termine con cui lei ha definito le ragazze dall'abbigliamento succinto. Mi limito a dire che io la minigionna esigo di metterla perchè mi va e non dovrebbe esserci nessuno a molestarmi.

La invito inoltre ad aprire gli occhi: non sono i locali ad avere la prerogativa dell'alcol e della droga. Se così fosse non ci sarebbero tante persone che si drogano ai lati della strada a qualsiasi ora, cosa che lei stessa ha affermato di aver visto e di cui si lamenta.
In ultimo le garantisco che io non ho paura della gente fisicamente diversa da me ma mi spaventa l'idea che queste culture creino regressione piuttosto che benefici. Chi viene in Italia deve adeguarsi a quelle che sono le nostre regole. Può non essere piacevole, può non essere bello, può sembrare ingiusto. Eppure è così che dovrebbe essere, come gli italiani dovrebbero fare lo stesso in altri paesi.
Mi scuso di essermi nuovamente dilungata ma purtroppo l'ho trovato necessario per dare una risposta chiara e completa.

 
 
 
 
 
 
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