Volevo inserirmi nella querelle estiva sulla vita notturna nel centro storico, la sicurezza, le donne, portando la mia esperienza.
Mi chiamo Roberta, ho 37 anni, sono rientrata da Milano per il “
mitico 2004 genovese ed europeo” ed ho scelto di stare dentro la città, quindi dopo un periodo in affitto nel centro storico, ho deciso di investire.
Ho acquistato un appartamento perfetto per le mie esigenze e comodo ad ogni servizio: fermata bus e metropolitana sotto casa, oltre a ufficio postale, banca, mercato comunale, affacciato sullo specchio marino della Darsena, con tutto il fascino delle barche a vela, il museo Galata e recentemente l'
Urban Lab di Renzo Piano.
Questa la versione epurata e 'fica' che fornisco ai parenti anziani e negli ambienti snob, a ciò occorre aggiungere che il portone dà su via Gramsci e le finestre in via Di Pré e che
nel mio palazzo ho raggiunto alcuni primati: sono l'unica donna single nonché l’unica europea! I restanti 11 appartamenti sono di proprietà di cinesi, pakistani, bengalesi, oltre ad una "democratica" signora di Albaro che ha “concesso in affitto” l’appartamento ad una famiglia di sudamericani che corrispondono regolarmente la cifretta richiesta…
Da quando mi sono trasferita nella casba, con la sinergia attivata coi miei vicini di casa e il mio intervento da italiana (ossia sono l’unica portatrice sana della cultura dominante, fatta di regole civiche, burocratiche ed amministrative)
siamo riusciti a mettere un portone a prova di intruso, eliminando tutti i soggetti che nella notte cercavano rifugio per traffici più o meno leciti. Abbiamo fatto allontanare l’unico giovane affittuario che spacciava lasciando (anche lui “democraticamente”, sull’esempio della sua padrona di casa) che i proprio avventori consumassero comodamente la merce nelle nostre scale. Abbiamo fatto installare i citofoni da un giovane elettricista senegalese; recentemente, dopo esserci suddivisi a turno la pulizia delle scale, ci siamo anche concessi un fornitore per il servizio di pulizie.
Per tornare all’argomento caldo dell’estate ‘08,
posso testimoniare di vivere qui da oltre 2 anni, la mia vita sociale è mediamente attiva: sono sempre rientrata da sola la sera dopo teatro, cinema, feste, concerti. Davvero a qualsiasi ora della notte e non mi è mai capitato nulla. Cammino serena per strada senza “provocare” niente e nessuno, come mi capita di fare girando da sola in qualsiasi metropoli (Milano, Parigi, Londra, NY…) e nessuno mi importuna. Se di notte capita che qualcuno tenti un semplice approccio, fingo di essere sorda, cieca, muta e procedo sicura verso casa mia, ma forse non fanno così anche le donne che rientrano a casa a Castelletto, Sturla o Albaro?
Perdippiù nel mio quartiere posso trovare i negozi aperti ogni giorno (compresa la domenica) in pausa pranzo e la sera sino a tardi, il pesce più fresco, il miglior pane di grano duro, il formaggio grana più economico, la miglior scelta di frutta e la verdura più varia, il giovane negozio di dischi low cost, i librai più esperti della città in grado di consigliarti (e farti arrivare) dai libri di studio ai regali per ogni genere di target (dalla nipotina appassionata di archeologia, al nonno amante della boxe…).
Ed è bello la sera ritrovarci tutti -abitanti, negozianti e clienti- seduti davanti ad un aperitivo ai Truogoli di Santa Brigida a confrontarci su romanzi, politica, cinema, ratti e stress professionali.
Prima di rientrare, fermarsi nei negozi dove le sorridenti famigliole dei vicini di casa (cinesi o pakistani) vendono il latte o quanto mancava in frigo; aprendo il portone provare a riconoscere dall’aroma di spezie profuso nell’androne, l’origine del piatto esotico che stanno cucinando. Questo è il “mio centro storico” multiculturale, il mio melting pot, la mia casba a cui non potrei rinunciare.