L’emozione del debutto è passata. Ormai Lisa Galantini - attrice di origine pisana adottata da Genova, grande amica di mentelocale.it - per tutti è il Commissario Ricci. La fiction TV La Nuova Squadra (in prima serata tutti i mercoledì su RaiTre), di cui Lisa è protagonista, è ripartita per la seconda stagione dopo la pausa estiva. «La cosa strana di essere noti grazie alla TV - dice l'attrice – è quando ti fermano per strada. Mi capita sempre più spesso, e mi parlano come se fossi veramente il Commissario Ricci».
Una breve sintesi per chi non è stato attento. La fiction è ambientata nel commissariato di Polizia di Spaccanapoli. La Ricci (Lisa Galantini), donna capace, dura e sensibile al tempo stesso, con un odio viscerale per le armi, viene chiamata a dirigere uno dei comandi più difficili d'Italia. S'intrecciano lì storie di camorra e corruzione, anche tra i poliziotti, storie di criminalità e di disperazione. Sin dall'inizio è chiaro che parecchi vogliono fare fuori la nuova dirigente. Ma lei tiene duro. «Io credo che questo sia uno dei migliori prodotti televisivi degli ultimi anni - dice Lisa – ne sono convinta. E questo personaggio mi calza sempre di più. Non solo, secondo me le puntate di questa seconda stagione sono ancora più belle delle precedenti».
Intanto Lisa si prende una pausa dai set. Partecipa a letture, ed è ufficialmente nel cast di professori della scuola di recitazione di Luca Bizzarri, appena inaugurata a Genova. Da dicembre e fino a marzo sarà di nuovo impegnata nelle riprese, a Napoli. Come è cambiato il tuo modo di lavorare in quest’ultimo anno? «Oggi si entra nel ruolo con molta più facilità, mentre all’inizio è difficile, devi presentare il tuo personaggio. Dopo un po’ puoi dare per scontate molte più cose».
La commissaria Ricci rischia grosso a ogni puntata, c’è un sacco di gente che le mette i bastoni tra le ruote. Ce la farà a uscirne indenne? «Ci saranno grosse sorprese…», non dice di più Lisa. E con i colleghi che rapporto si è creato? «C’è un legame che va oltre il lavoro. Con Rolando Ravello (Sergio Vitale sullo schermo, ndr) ho collaborato ad una mise en espace ai mercati Traianei di Roma. Ma si è instaurata un’amicizia anche con Antonio Milo (il commissario Ciccone, ndr), con la regista Isabella Leoni, e con le ragazze che lavorano sul set». Sappiamo che siete un bel gruppo di bisboccia… «Sì, i miei colleghi hanno solo un difetto: preferiscono sedersi ad un tavolo per passare la serata. Mentre a me piace da matti ballare. L’unica volta che sono riuscita a trascinarli in un locale ero talmente felice che ho bevuto un po’ troppo e mi hanno dovuta riaccompagnare a casa…».
Tra Tv e teatro scegli ancora il teatro? «Sto facendo un’esperienza bellissima, ma ci sono alcuni aspetti della televisione che mi hanno un po’ deluso. Abbiamo ricevuto parecchie lamentele, perché la fiction mette in luce anche alcuni aspetti negativi del lavoro di poliziotto. È realistica, insomma. E poi gli ascolti: il teatro si fa anche a sala vuota, ma se gli ascolti scendono, in Tv non c’è scampo».
Una breve parentesi. Tu sei stata a Napoli nel periodo nero della spazzatura vero? Come l’hai vissuto? «Ce n’era tanta, soprattutto in periferia. Dove abitavo io, nel salotto della città, veniva rimossa più velocemente. Infatti una volta ho visto tutta la Riviera bloccata da donne inferocite che hanno voluto portare i rifiuti anche nelle zone bene della città. Ma ciò che mi ha colpito di più è stata la velocità con cui Berlusconi ha risolto il problema. È sparito tutto. E nessuno sa dov’è finita tutta quella roba. L’ho chiesto anche a molti napoletani, non ne hanno idea».
E ora una curiosità che capiranno fan più affezionati. Dopo Savona nel '300, cui hai partecipato insieme a quei matti di Balbontin, Ceccon, Casalino e compagnia, ci sarà un Savona nel '400? E tu ci sarai? «Non lo so, ma sono i miei amici di una vita, sono sempre pronta a sputtanarmi con loro, a dare un servizio di un'oretta di demenza pura e gratuita».