Roberto Torelli ha diretto film e documentari (tra questi, Bella ciao e Senza terra); ha collaborato all’ideazione e alla realizzazione di programmi televisivi come Fuori orario e Schegge. Ma non solo. Torelli è anche l’organizzatore del progetto Human Rights Day 2008, che ha come principale obiettivo quello di celebrare il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, coinvolgendo nella campagna di sensibilizzazione anche il mondo del cinema, della televisione, della musica e dello spettacolo. Il progetto è partito proprio da Genova sabato 26 luglio 2008 con il concerto di Manu Chao al Goa Boa Festival. Poi ci sono state iniziative che hanno coinvolto grandi e piccini.
L’idea nasce dall'esperienza maturata dall'Associazione Rinascimento nell'organizzazione di campagne nazionali di sensibilizzazione ai Diritti Umani realizzate in Italia, sotto l'egida delle Nazioni Unite, tra il 1995 e il 1998. «Mi sono ispirato alla personalità e all’attività di Monsignor Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas», spiega Torelli, «nel 1995, in concomitanza con il Centenario del Cinema, l’Associazione Rinascimento ha realizzato Cinema senza Confini, una rassegna a tematica antirazzista. In quell’occasione abbiamo realizzato il film collettivo Intolerance - Sguardi del cinema sull'intolleranza, a cui hanno collaborato mille volontari del cinema italiano. C’erano anche registi come Virzì e Muccino, che allora non erano ancora famosi». Il film venne presentato da Monsignor Di Liegro alla Mostra del Cinema di Venezia del 1996.
Dieci anni più tardi Roberto Torelli è tornato alle Nazioni Unite per proporre la sua nuova campagna di sensibilizzazione, dedicata appunto ai Diritti Umani: «trenta registi girano trenta cortometraggi ispirati ai trenta articoli della Dichiarazione Universale. Siamo a metà dell’opera: sono già stati realizzati venticinque corti in tutta Italia. Sabato 4 e domenica 5 ottobre tocca a Mario Monicelli, che ha scelto di girare a Genova».
Uno dei più grandi registi italiani di sempre racconterà con la consueta ironia l’Articolo 1 della Dichiarazione: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
«Monicelli, che consideriamo il più "giovane di spirito" tra tutti i registi coinvolti nel progetto, ha deciso di ambientare la sua storia in mare: una barca di ricchi incrocia un’imbarcazione di poveracci. Il regista vuole dimostrare così quanto il primo articolo della Dichiarazione non venga applicato». La troupe sarà assistita da Genova-Liguria Film Commission. Per le riprese è previsto anche l’utilizzo di un elicottero. La presenza di Monicelli, però, non è sicura: «senz’altro ci sarà il cor-regista Domenico Saverni».