Cofferati a Genova. Tutti ne parlano e tutti, o quasi, lo vogliono. Così almeno sembra dai primi commenti che si sentono e si leggono sulla notizia del giorno. L'attuale Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha detto chiaramente che non si presenterà alle prossime elezioni amministrative del capoluogo emiliano. Perché? Per stare vicino alla compagna Raffaella Rocca, genovese e impiegata al Teatro Stabile di Genova, e al piccolo Edoardo, nato dalla loro relazione, che sta per compiere un anno.
In rete c'è chi dice che lo vorrebbe Sindaco di Genova, chi sostiene che c'è qualcosa sotto. Altri sospettano che abbia già la sedia pronta nel capoluogo ligure. Qualcuno pensa che non si candidi a Bologna perchè sa che perderebbe. Tutti che aspettano di vedere quale sarà il prossimo ruolo pubblico, questa volta a Genova, del Cinese.
E se non fosse così? E se veramente volesse trasferirsi sotto la Lanterna per fare il papà, andare tutte le sere a vedere l’Opera (come piace a lui) e godersi la pensione? Noi vogliamo credergli, magari verremo presto smentiti, ma vogliamo credergli.
Anche perché, a credergli, avremmo finalmente una delle poche immagini che ispirano normalità in questo paese. Una persona che ha lavorato una vita, e che giunto all’età di sessant’anni dice: “sapete che c’è? Che ora me la godo un po’. Avanti un altro”. Non succede quasi mai in nessun ambito, decisamente mai tra i politici, a meno di cataclismi giudiziari. Uno può anche pensare che poteva essere Raffaella a spostarsi a Bologna e funzionava lo stesso. Ma chissà che Sergio, oltre ad aver subìto il fascino della sua bella, non sia anche rimasto incantato dalla nostra città.
Insomma, se è vero che viene a fare il casalingo, pensiamo sia un buon esempio di uomo contemporaneo, che lascia il lavoro per dedicarsi alla famiglia. Certo, qualcuno potrebbe dire che ha ancora i cromosomi dell'homo anticus, che lascia la moglie per una compagna molto più giovane. Ma non divaghiamo.
Una scelta simile la fece l’allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli nel 2006 quando, per stare vicino alla moglie gravemente malata, decise di prendersi un anno sabbatico dal calcio. Da ogni dove arrivarono meritati attestati di stima. Scelte molto diverse, ma che rivelano un background simile: oltre al lavoro, al denaro, al potere, c’è di più. Qualcuno li chiama valori.
Sarà veramente così? O Abbiamo gli occhi fasciati di prosciutto? Voi cosa ne pensate?
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