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Scuola Occupata: si dorme tra i banchi

 
Genitori e insegnanti passano all'azione contro il decreto Gelmini: occupazioni, manifestazioni e scioperi bianchi. Venerdì 17 a De Ferrari
 

 
   

     
Genova, 14 ottobre 2008
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mentelocale di
Laura
Santini
   
Scuola
 
«In Liguria non sarà tagliata alcuna scuola, la Regione si prende le sue responsabilità e non applicherà le norme del Ministro Gelmini, ma assumerà le proposte fatte dalle Province». Lo ha detto questa mattina, martedì 14 ottobre, il vicepresidente della Regione Liguria e assessore all'Istruzione Massimiliano Costa, a margine della seduta del consiglio regionale, in merito alle anticipazioni non veritiere diffuse circa ipotetiche chiusure di istituti scolastici liguri. «Noi non priveremo nessuna realtà ligure - continua Costa - della presenza scolastica, tantomeno i piccoli comuni dell'entroterra, il dimensionamento scolastico proposto dalle Province vedrà la Regione impegnata a promuovere la creazione di istituti comprensivi, a mantenere i plessi, anche piccoli, all'interno di istituzioni scolastiche autonome e a potenziare l'offerta formativa sul territorio». Per quanto riguarda le piccole scuole, Costa assicura che «verranno mantenute all'interno della stessa istituzione scolastica autonoma, così da garantire alla popolazione una presenza scolastica adeguata alle esigenze del territorio» - in base alla legge, per rimanere aperte come istituzioni scolastiche autonome, le scuole devono avere non meno di 500 alunni (che scendono a 300 nelle zone montane).

Non è certo una notizia che il mondo della scuola sia in agitazione (consulta il sito che mette in rete varie scuole nazionali).
Le critiche accese rivolte al decreto legge n. 137 del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca Gelmini - appena passato alla Camera (leggi qui l'estratto dal sito della Camera dei deputati) e in attesa di passare al Senato - circolano da settimane sui media e rimbalzano di riunione in riunione nelle scuole di ogni ordine e grado. E questo forse è meno noto, perché non sempre tutti i genitori partecipano, perché non tutti sono genitori, e perché purtroppo le tematiche della scuola sono a scadenza, ovvero preoccupano moltissimo finché i figli sono in ballo poi sono relegate nello scantinato con i libri di testo e tutt'al più osservate come fossero giochi da bambini che non ci appartengono più.
Però non si tratta solo del ritorno al 7 in condotta. C'è molto di più. 

La notizia è che in questi giorni in tanti, tra genitori e insegnanti, sono pronti a passare ad azioni concrete tra cui spiccano lo sciopero bianco, ovvero l'annullamento di tutte le attività che vanno al di là della didattica tradizionale di tipo frontale (progetti, concorsi, funzioni strumentali, collaborazioni con enti o soggetti esterni, coordinamenti interni e di plesso); l'occupazione per mercoledì 15 ottobre 2008 partita da Bologna e sollecitata da retescuole.net; l'annullamento di tutte le uscite e le gite, che a Genova sta suscitando grosse preoccupazioni e malumori in particolare in coincidenza con il Festival della Scienza (che sarà il primo evento culturale a soffrirne le conseguenze economiche); oltre a una fitta serie di assemblee e manifestazioni per le strade.
Ma colpire l'aspetto economico del turismo scolastico è una delle poche opportunità che restano per scuotere opinione pubblica e politici.

L'azione diffusa e in fase di coordinamento (a Genova sosscuola rintracciabile per ora solo tramite l'email sosscuola@alice.it) non è semplicemente una protesta, bensì una dimostrazione degli effetti del decreto, una prefigurazione di quello che sarà la scuola se il decreto sarà effettivamente convertito. 
Il dissenso è mosso da reali preoccupazioni per uno scenario già configurato dagli articoli del decreto: chiusura di piccole scuole (già in atto); scuola primaria di 24 ore, quindi niente tempo pieno se non a pagamento; un/una unico/a insegnante in classe, sempre nella primaria e in generale un corpo docente sempre più ridotto in tutti gli ordini e gradi di scuole; un ritorno nella valutazione alla freddezza dei numeri (sì, anche per i giovanissimi della scuola primaria); l'assenza di sostegno a chi ha problemi o bisogni specifici legati all'apprendimento e di compresenze (che per altro sono finite già da qualche anno insieme alla possibilità di avere supplenti piuttosto che oscene soluzioni di emergenza con smistamenti su più classi e disagi per tutti: e qui forse bisognerebbe dare a Fioroni quello che è suo).
Cosa sono le compresenze? Un meccamismo molto virtuoso se ben applicato che permetteva alle/agli insegnanti di lavorare in coppia sulla classe agevolando così una maggiore fluidità nella didattica, favorendo il confronto fra corpo docente e generando un tempo di approfondimento interdisciplinare.

Come diceva correttamente un papà in una delle ultime riunioni a scuola a cui ho partecipato come mamma, «c'è bisogno di superare la mancanza di fiducia verso la categoria degli insegnanti», che per molti restano ancora quelli che hanno tre mesi di vacanze. Ma qui non si sta difendendo una corporazione, la scuola che lavora e sa di essere un anello forte del microsistema culturale di ogni società vuole stanare i politici e gli interessi economici che ruotano intorno ad essa per far comprendere quante opportunità stanno per essere schiacciate, ridotte e semplificate - al di là del gravissimo disinvestimento che la scuola ha comunque subito negli ultimi anni da entrambi le sponde politiche. Una mamma rincara: «ci vuole un progetto forte di comunicazione, che sappia anche dar fastidio».
Di sicuro c'è bisogno di tutti.
Siccome a Genova il coordinamento sosscuola che accoglie più scuole, circoli didattici e anche esponenti del precariato dall'università (di cui bisognerebbe parlare altrettanto diffusamente) sta ancora costruendo la sua rete e il suo sito, diamo spazio su mentelocale.it a una prima agenda di appuntamenti (segnalatene altri a redazione@mentelocale.it).

Agenda eventi iniziative a Genova
da Ottobre
@ Direzione didattica Lagaccio
(3 scuole materne e 3 primarie): sciopero bianco su delibera del colleggio docenti con riduzione del POF (Piano dell'Offerta Formativa) per dimostrare quello che succederà: bloccate tutte le uscite, i progetti, i concorsi, le funzioni strumentali, i coordinamenti di plesso. Queste attività corrispondevano a retribuzioni di circa 1.000/1.100 Eu a persona e coinvolgevano diversi insegnanti oltre l'orario della didattica.

mercoledì 15 ottobre: assemblea serale ad oltranza delle scuole primarie Anna Frank (piazzale Paul Valery, a Marassi) e Daneo (nei locali della Descalzi/Polacco, in via Ricci, Circolo Didattico La Maddalena).
@ Anna Frank: alle ore 17 assemblea; ore 20 coro; ore 21.30 tavola rotonda con esponenti varie scuole;
@ Descalzi/Polacco: programma simile con inizio alle ore 17; con maggiore attenzione al tema dell'integrazione;
@ Pontedecimo, Campomorone, Bolzaneto: boicottaggio delle lezioni da parte dei genitori che porteranno i bambini davanti alla scuola senza farli entrare dando vita a manifestazioni;

giovedì 16 ottobre: assemblea congiunta di scuola e università in via Balbi 4, ore 18.45;

venerdì 17 ottobre: sciopero degli insegnanti indetto dai Cobas;

giovedì 30 ottobre: sciopero nazionale indetto dai sindacati;

prima settimana di novembre: genitori, insegnanti e bambini delle scuole primarie Garaventa e Daneo daranno vita a un attraversamento lento per confluire in piazza Cavour (dalle 16.30)

 
 
 
 
 
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No: i ragazzi non sanno nemmeno per cosa scioperano, vogliono solo saltare le lezioni mentelocale 24.2% mentelocale
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