Giovedì 16 ottobre 2008 nel cortile minore di Palazzo Ducale, i ragazzi di Laboratorio8 hanno gestito un libero incontro di persone che si sono riunite per leggere brani dal testo di Gomorra: scopo dell'iniziativa quello di manifestare solidarietà nei confronti di Roberto Saviano, finito negli ultimi giorni sulle prime pagine di tutti i quotidiani perché minacciato di morte dal clan dei Casalesi.
Luca Romeo, ideatore dell’incontro, dichiara, prima dell’inizio del reading: «non siamo qui solo per solidarietà nei confronti di Saviano, ma per una voglia di giustizia inespressa. La verità se diffusa diventa invincibile. Abbiamo chiamato questo incontro Le parole non si uccidono perché, come diceva Falcone, se un uomo che racconta la mafia viene lasciato solo, muore due volte e noi non vogliamo che Saviano muoia nemmeno una volta. È importante parlare di camorra senza mitizzarla, parlare dei suoi meccanismi di potere, che sono economici». Cosa ne pensi della scelta di Saviano di andare via temporaneamente dall'Italia? «La sua è una vita pesantissima, estremamente difficile. Bisogna mostrare solidarietà qualunque sia la sua decisione. Se si sente meno solo, forse avrà più energia e voglia di rimanere».
Anche Nando Dalla Chiesa, responsabile ai Grandi Eventi della città, si è aggiunto all'ultimo alla schiera degli intevenuti: «Ho saputo dell’incontro in Comune e sono venuto - ha detto - Questa iniziativa è utile per vedere la reazione delle persone a quello che succede. Qui non c’è lo spettacolo mediatico di Saviano perseguitato dalla camorra, ma la partecipazione delle persone». Sulla possibile decisione di Saviano di fuggire all’estero non commenta ma aggiunge: «Scriverà lo stesso».
A coordinare il reading è Michela Tassistro, consigliere comunale Pd, attiva all’incontro in qualità di appartenente al gruppo Laboratorio8: «da quando ho sentito delle minacce di morte a Saviano vivo in un malessere che mi riporta a Capaci. Con questo incontro non vogliamo caricare di responsabilità Saviano, ma non bisogna lasciarlo solo. Questa iniziativa dimostra la spontaneità e la voglia di partecipare delle persone».
Mina, una ragazza che è intervenuta nella lettura mi dice che era dai tempi delle superiori che non partecipava ad una manifestazione: «oggi ho sentito un forte richiamo a venire. L’ho fatto per l’uomo e per le idee. Ho sempre pensato che una persona non facesse la differenza, invece ho fatto bene a venire».
Ho rivolto la stessa domanda ad altri ragazzi presenti all'incontro. Per Margherita, Saviano è già stato un eroe a mostrare il suo volto e a fare i nomi apertamente: «Se va via non è una mancanza di coerenza o vigliaccheria. Non è nemmeno prudenza, non credo che quelli scherzino. Deve scegliere, non ha molte possibilità». Ester ribadisce: «Può continuare a lavorare anche all’estero. Non è giusto che diventi un martire».