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Barbara McClintock and Al Hershey
Barbara McClintock and Al Hershey
 

 
Al Festival uno spettacolo teatrale racconta la vita della genetista e Premio Nobel. «Era avanti 50 anni». Venerd́ 24 ottobre alla Tosse
 
   

     
Genova, 21 ottobre 2008
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mentelocale di
Laura
Santini
   

Barbara Bonora porta in scena Barbara McClintock (1902-1992), genetista precocissima, vittima di ostracismo per le sue ipotesi avanguardistiche e, infine, a 81 anni Nobel per la Medicina (1983). «L'ho incontrata per caso - spiega l'attrice Barbara Bonora - stavo cercando nuovo materiale per uno spettacolo e leggevo la biografia Storia di geni e di me sul biologo italiano Salvador Luria (Torino, 1912 – Lexington, 1991), «uno dei tanti cervelli italiani che in America hanno fatto fortuna, uno dei padri della biologia molecolare, oltre che premio Nobel. Mi sono imbattuta nel nome Barbara McClintock. C'erano poche righe, ma mi incuriosiva. Così ho cominciato a fare ricerche». Lo spettacolo che fa parte della nuova edizione del Fesstival della Scienza (23 ottobre - 4 novembre) andrà in scena venerdì 24 (ore 10) al Teatro della Tosse.

Da tre anni Barbara Bonora, insieme a Gabriele Argazzi e all'associazione Terzadecade/L'aquila Signorina, lavora alla drammaturgia e interpretazione di spettacoli che ruotano intorno alla scienza. Una svolta nata dallo spunto offerto da un operatore culturale: «nella scienza si presentano poco persone dando invece largo spazio ai risultati. In realtà le storie possono essere anche molto interessanti». Bonora e il suo gruppo, che lavora nel teatro da 15 anni, ha così deciso di puntare «sul lato umano delle scoperte scientifiche che prospettano un coinvolgimento maggiore. La prima figura di scienziato che abbiamo affrontato è stata Lise Meitner, (1878-1968), fisica austriaca di origine ebrea: la prima a dare un'interpretazione corretta della fissione nucleare. Lavorava in Germania, ma nel 1938 dovette fuggire in Svezia. Rimase in contatto con Otto Hahn, che a Berlino continuava gli esperimenti sull'uranio e, quando le vennero spediti i risultati, diede la giusta interpretazione del processo: l'uranio, colpito dai neutroni, si divideva in due elementi più leggeri, liberando una grande quantità di energia. Il suo ruolo in questa scoperta non venne riconosciuto: nel 1944 venne assegnato il premio Nobel per la scoperta della fissione nucleare al solo Hahn. Il suo articolo fu comunque pubblicato su Nature.
Poi abbiamo presentato Alan Turing, quindi il fisico russo Lev Theremin padre del theremin, strumento musicale elettronico inventato intorno al 1920 che si suona senza toccarlo. Composto fondamentalmente da due antenne funziona allontanando e avvicinando le mani. Fra l'altro per la costruzione di questo spettacolo abbiamo lavorato con Giorgio Necordi a Rapallo, che è un esperto e progettista-costruttore di questo strumento».

Per raccontare la scienziata, l'attrice ha costruito una drammaturgia dal vivo e una interpretazione in video appoggiate su una partitura di musica elettronica a cura di Gabriele Argazzi. «La narrazione si svolge su due piani. Il palco è diviso in due e la parte d'interpretazione dal vivo si alterna con la parte video. In scena interpreto la McClintock, già vecchia - per cui ho dovuto adeguare gestualità e voce - nel giorno del Nobel e quindi mi rivolgo al pubblico fornendo precisazioni su una vita dedicata interamente alla ricerca per spiegare il bisogno e la passione di fondo. In video costruisco un'intervista con un'immaginaria biografa. La musica mi fa da cronometro». Bonora ha raccolto informazioni da varie fonti, tra cui spicca l'intervista che la scienziata non autorizzò e che divenne una sorta di biografia, scritta da una scienziata con cui aveva uno stretto rapporto Evelyn Fox Keller (1936), A Feeling for the Organism: The Life and Work of Barbara McClintock, (1983). Oggi chi cerca notizie su Barbara McClintock trova online una fonte straordinaria nell'archivio di manoscritti, fotografie, lettere, saggi della MCClintock consultabile liberamente sul sito americano Profiles in Science. National Library of Medicine.

Quale messaggio ci lascia McClintock? «Era una mente eccezionale a detta di tutti, ma non accettava compromessi, faceva sempre e solo quello che voleva. È stata una stella della genetica con risultati importanti da subito, ma non ha costruito una carriera tradizionale di scienziato. Le difficoltà, anche perché donna, emersero soprattutto durante il simposio di Cold Spring Harbor del 1951, quando annunciò che certi pezzi di cromosoma, i trasposoni, potevano attivare o disattivare i geni responsabili dei caratteri fenotipici. La comunità scientifica di allora prese molto male le dichiarazioni e i suoi risultati, frutto di una ricerca che da tempo lei conduceva utilizzando il mais. Era un'epoca in cui il gene era visto come monolitico. Questo episodio emblematico ci parla del rischio molto moderno dei dogmi centrali che riducono la complessità all’interazione di poche forze fondamentali, mentre lei continuava a porsi domande andando nella direzione che le informazioni non sono contenute solo sul DNA ma diffuse. Secondo lei, non c’era nulla di predeterminato nell'accrescimento di un essere vivente; il suo corredo genetico andava concepito come un sistema dinamico, sottoposto a regolazione da parte dell’intera cellula. Nessuno la capì, molti la considerarano una vecchia pazza, fino al Nobel. Era avanti 50 anni rispetto agli altri».

 

 
 
 
 
 
 
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