Ventritré anni, una grande passione per il cinema, una laurea triennale in Lettere moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia con dignità di pubblicazione. E la genovese Isadora Cordazzo non ha perso tempo: la sua tesi è diventata il libro Accattone di Pasolini. Dal testo al film, edito da Pendragon (116 pagg., 13 euro).
L’autrice analizza Accattone, prima regia di Pasolini, partendo dalla sceneggiatura del film. Il volume Empirismo eretico, pubblicato nel 1972, è la guida di Isadora negli interventi critici e polemici del regista riguardanti la lingua, la letteratura e il cinema.
«Pasolini rappresenta un unicum. Ha scritto trattati, romanzi, articoli, poesie dialettali: è un autore di grande versatilità», così Isadora spiega la sua passione per Pasolini, e continua, «il regista afferma: “La sceneggiatura può essere considerata una tecnica autonoma, un’opera integra e compiuta in se stessa”. Tra il testo e il film Accattone c’è una continuità di fondo: leggendolo sembra di vedere le immagini del lungometraggio».
La passione di Isadora per il cinema è antica: «lo seguo da quando ero una bambina. Il punto di vista di Pasolini mi ha fatto anche vedere con occhi diversi il neorealismo di Rossellini: si tratta di un cinema scorporato dalla realtà; anche Antonioni, in Blow Up, ha dato vita a personaggi lontani dalla vita vera. Pasolini invece riesce a spiazzare e a mettere lo spettatore di fronte a realtà sconcertanti in modo sincero».
Tra gli autori di oggi Isadora adora «David Cronenberg, che nei suoi film lancia grandi messaggi, e Spike Lee. Tra gli italiani apprezzo Pupi Avati, che ha un occhio versatile e obiettivo».
Ora nella testa di Isadora c’è la Laurea specialistica in Letterature e Civiltà Moderne: «mi piacerebbe analizzare il dramma teatrale I Turcs tal Friul, un atto unico in friulano scritto da Pasolini nel maggio del 1944 e pubblicato postumo nel 1976». E chissà che non ne esca fuori un altro libro.