L'altro pomeriggio, in libreria, mi è capitato un fatto insolito. Stavo sfogliando ancora una volta l'ultimo libro di Patrizia Traverso, fotografa genovese. In realtà lo conoscevo bene, già da qualche giorno lo avevo a casa, ma ne volevo regalare una copia. Una signora dall'aria pacata e distratta si aggirava nei paraggi. Gettava un'occhiata veloce ai libri sugli scaffali, muovendosi di continuo. Ma a un tratto mi sono resa conto che si era fermata dietro di me e sbirciava con sempre maggiore interesse quello che stavo guardando e leggendo. Alla fine non sbirciava più, allungava decisamente il collo oltre la mia spalla sinistra. Le ho avvicinato il libro e abbiamo finito per sfogliarlo insieme.
«Quando guardo queste foto, faccio pace con il mondo», mi ha detto.
Ne ha afferrato una copia dalla pila davanti a noi, mi ha sorriso e si è allontanata verso la cassa.
Suona come un buon augurio il titolo del secondo libro di Patrizia Traverso. Uscito da pochi giorni, Buon Vento è un’altra raccolta di fotografie indimenticabili (Sperling & Kupfer ed., pp.120, 12 euro).
L'anno scorso, di questi tempi, usciva Mari di sabbia, il risultato di un percorso interiore attraverso le immagini del deserto libico che evocavano il silenzio, la solitudine, l’assoluto, la libertà. Tutte le fotografie erano affiancate da citazioni letterarie. Fotografia e letteratura insieme dunque, due dimensioni molto vicine per Patrizia Traverso, dove le immagini sembrano essere integrazione inevitabile e insostituibile della parola scritta e viceversa.
Con il secondo libro, la fotografa ci mostra l'evoluzione di questo suo cammino personale, permettendoci di condividere l'urgenza di scatti irripetibili, nel tentativo di fotografare ancora una volta qualcosa di non palpabile. È proprio questa necessità, che ci trasmette tanta emozione e ci spinge a seguire questo tragitto talora acrobatico, sfuggente e irrequieto ma concreto, forse come la natura dell'autrice.
Qualcuno si chiederà, ma come si fa a fotografare il vento, la sua energia, la sua forza? Patrizia Traverso ci è riuscita, dimostrando la sua infinità curiosità e capacità di innovarsi, esplorandolo nella sua potenza. È inesauribile il vento, grande fonte di energia e ispirazione anche per chi, con lei, si lascia trascinare in questo viaggio.
La Traverso fotografa cose per raccontarne altre, senza però usare metafore e simbolismi, ma adottando una prospettiva metonimica, perché nelle sue immagini c’è sempre una forte contiguità fisica tra gli oggetti, i corpi, i paesaggi visibili e tangibili e ciò che lei vuole realmente indagare e rivelare.
L’autrice di Buon Vento spiega così il senso della sua ricerca.
«Penso che il vento sia il fenomeno naturale più enigmatico e affascinante, nonostante la sua incorporeità esiste e non lo si può ignorare, né se ne può fare a meno. Così come è impossibile afferrarlo, è un'impresa ardua fotografarlo. Mi sono chiesta: si può rappresentare figurativamente ciò che non si vede? La fotografia è la riproduzione o l'interpretazione del visibile, la sfida che mi sono posta è stata quella di cercare di trattenere e quindi rappresentare quel soffio invisibile che si infrappone tra l’obbiettivo e il soggetto fotografato e che con la sua spinta ne provoca un mutamento, lo solleva, lo sposta, o lo arruffa».
Sfida vinta.
Abbandonando i confini del deserto, Patrizia Traverso ci prende per mano e ci porta in giro per il mondo, mostrandoci luoghi e momenti di rara suggestione e bellezza. Eccoci così nei suoi spazi ventosi più amati, verso la Grecia, la Scozia, l’Irlanda, e poi in Canada, in Patagonia, nelle Azzorre e in altri luoghi ancora, alcuni dei quali molto vicini a noi. Chissà se li riconoscerete?
Osservare queste immagini irripetibili, arricchite da riflessioni dei grandi della poesia, della narrativa e della filosofia, stimola a meditare sul senso della vita e della strada che facciamo per conoscerci e per conoscere, la fatica che costa e le motivazioni che abbiamo.
“Vai controvento, prendi la direzione opposta alle abitudini, e quasi sempre farai bene” ha scritto Jean-Jacques Rousseau, citazione che troverete sull’immagine di un salmone che risale la corrente.
E ancora.
“Nessun vento è favorevole, per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo, anche la brezza sarà preziosa”. Questo è Rainer Maria Rilke, le cui parole sono scritte accanto a una vela tirata, sopra un mare impetuoso che luccica.
Trovo che una delle ragioni per acquistare questo libro stia nella possibilità di perdersi in un itinerario sorprendente, dove il vento è protagonista e il lettore con lui. Credo sia intrigante scegliere le fotografie e le parole che più ci rappresentano, e domandarsi il perché.
Oppure semplicemente regalarlo e augurare buon vento a chi si vuol bene.
Un’ultima cosa. Patrizia Traverso si reputa “..più assemblatrice che fotografa pura”. Credo sia una cosa molto bella. L’assemblatore è in fondo colui che coordina, organizza e mette insieme parti e risorse di qualcosa, in modo tale che restino unite e si compensino.
Unire e tenere insieme.
Una qualità non da poco, nell’arte, come nella vita.