Nel 2004 ha vinto il Premio Nobel per la Fisica grazie a una ricerca con la quale ha scoperto la libertà asintotica delle particelle subnucleari. Nella sua lectio magistralis (giovedì 23 ottobre, 18.30, Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio) racconterà Le prossime rivoluzioni nella fisica fondamentale. È una delle guest star di questa edizione. David Gross, classe 1941, arrivato nel porto di mare in cui si trasforma Palazzo Ducale nei giorni del Festival, ci ha raccontato come ha capito già a 13 anni quale sarebbe stato il suo mestiere. «Ho iniziato a leggere libri di divulgazione scientifica – dice – libri molto semplici, che parlavano della teoria della relatività, dei quanti, argomenti di questo genere. Mi sono subito appassionato».
Gross ha ottenuto il Ph.D. presso l’University of California di Berkeley. È stato in seguito ad Harvard e Princeton. Attualmente dirige la Fredrick W. Gluck Chair in fisica teorica presso la University of California di Santa Barbara. La sua ricerca sulla libertà asintotica arriva ai primi risultati nel 1973. Dopo trent’anni di conferme sperimentali arriva il riconoscimento. Definisce il Premio Nobel: «un uragano. Ho iniziato a viaggiare tantissimo. Poi pian piano il vento è calato. Ma è una cosa che ti cambia la vita».
In cosa consiste la libertà asintotica? Delle quattro forze naturali due sono la gravità e l’elettromagnetismo. Altre due sono forze che riguardano il nucleo dell’atomo: la prima viene chiamata debole (ed è la radioattività), la seconda forte. La ricerca di Gross riguarda soprattutto quest’ultima. Una delle conseguenze della sua scoperta è che la libertà asintotica è una manifestazione della cromodinamica quantistica, ovvero la teoria che spiega l’interazione tra quark (energia forte).
Oggi i quark sono stati studiati e conosciuti molto meglio di quando il fisico ha iniziato la sua ricerca. Gli sforzi della fisica si sono concentrati negli ultimi anni sulla teoria delle stringhe: «un ambito che si è rivelato sempre più complesso e di cui non abbiamo ancora compreso tutti gli aspetti a fondo. Ma credo che quello sia il futuro della fisica. È un po’ come scalare una montagna la cui vetta è avvolta nelle nubi. Non sappiamo quanto siamo lontani e quanto ci vorrà, ma siamo sulla direzione giusta», dice lo scienziato.
Quali saranno i risultati di queste ricerche? «Si vedrà in futuro, non siamo ancora in grado di prevederlo». D’altra parte la scienza procede inesorabile, superando persino i suoi miti. Cose che oggi sembrano difficilissime, domani saranno viste sotto un’altra luce. «È complesso ciò che non riusciamo a comprendere. Quando una cosa è nota, diventa subito facile. Per esempio, gli studenti di oggi conoscono la teoria della relatività molto meglio di Einstein. Oggi lui prenderebbe un voto basso ad un esame universitario».
Cosa fa un Nobel nel tempo libero? «Ultimamente seguo le elezioni americane». E cosa voterà? «Obama, almeno tre volte». E dell'Italia cosa pensa? «In genere gli americani amano molto in vostro paese - dice - per il cibo, per il vino, per il paesaggio. Certo, a volte sorridiamo ascoltando il vostro Presidente del Consiglio. In generale si ha l’impressione che ci sia sempre qualche problema, ma che in un modo o nell’altro riuscita a risolvere le cose e andare avanti».
Speriamo.
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