Si può sempre rifiutare, ma pare che vincere l'IgNobel Prize (ideato da Marc Abraham e organizzato da Improbable Research) resti un'esperienza unica, specie durante la cerimonia ad Harvard. La policy dell'organizzazione è infatti molto garbata e avvicina i candidati con cautela dando la possibilità di declinare nel caso giudicassero inappropriata l'offerta. Come conferma l'ideatore in persona Marc Abrahams, in viaggio verso Genova, dove è atteso per il 24 ottobre, (alle 21, @ Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio), «per tradizione sono previsti alcuni rituali tra cui il lancio di aereoplanini di carta, rigorosamente spazzati più tardi da un'apposito addetto (per 10 anni lo scienziato Roy Glauber, Nobel per la fisica nel 2005, ndr). Oppure la deliziosa bambina di 8 anni, Miss Sweet Poo, che scegliamo perché cute (adorabile in modo irresistibile, ndr), ma anche per il suo sangue freddo (nell'originale with ice water in her veins)». Alla piccola spetta il compito di interrompere i relatori che tendono a dilungarsi eccessivamente.
Ma come vi è venuto in mente di scegliere una bambina di otto anni?
«Come spesso accade durante le cerimonie, con molte persone e altrettanti interventi, c'è sempre qualcuno che ha qualcosina in più da aggiungere. Allora ci siamo messi a pensare a qualcosa che potesse risolvere il problema di chi sfora sui tempi senza generare imbarazzo. Alla fine c'è venuto in mente che nessun essere umano resiste a una deliziosa bambina di otto anni. E il pubblico l'adora».
Come fa la creaturina a stoppare lo scienziato di turno?
«All'inizio della serata, io stesso la presento, poi lei sta seduta sul palco e quando le do il segnale va verso il relatore, lo guarda fisso negli occhi e con la sua vocina dice "Please stop. I'm bored. Please stop. I'm bored", e ripete la stessa frase fino a quando il relatore non si interrompe».
Qualcuno ha osato disubbidire a questa moderna Alice?
«A dire il vero una volta è successo. Lo scienziato l'ha guardata, ha tirato fuori una banconota da un dollaro e gliel'ha data. La bimba è rimasta un attimo in silenzio, ha preso la banconota, ha ringraziato e poi ha ricominciato "Please stop. I'm bored..."».
Ma come si sceglie tra una moltitudine di studi e ricerche quella che corrisponde al criterio di 'improbable'?
«Tra le 25.000 riviste scientifiche andiamo a scovare e diamo visibilità a ciò di cui pochissimi sono al corrente e un po' d'attenzione a chi ha condotto gli studi.
Siamo una comunità di scienziati e tra tutte le ricerche selezioniamo quella che quando la leggi o te la raccontano per la prima volta, come prima reazione, ti provoca una genuina risata, a cui poi segue una faccia seria, perché la cosa merita di rifletterci su. Il criterio è first laugh then think. È un po' come la migliore delle barzellette, però non è uno scherzo è una storia vera, supportata da dati e da studi documentati».
Qual è stata la più improbable tra le premiate, dal 1991 a oggi?
«Quella di Kees Moeliker premiato con IgNobel Biology Prize nel 2003 per aver dimostrato scientificamente il primo caso di necrofilia omosessuale nella specie del Germano Reale. Curatore dei volatili al Museo di Storia Naturale di Rotterdam, Moeliker quest'anno è stato ancora nostro ospite con una relazione sulla possibile imminente estinzione del pidocchio del pube».
A Genova Abrahams presenterà Massimiliano Zampini, vincitore insieme a Charles Spence per la nutrizione, entrambi non erano potuti essere a Harvard quindi saranno premiati proprio durante il Festival della Scienza. Tra gli altri IgNobel di quest'anno saranno presenti i destinatari del premio per la biologia Marie-Christine Cadiergues, Christel Joubert, e Michel Franc; l'IgNobel 2008 per la medicina Dan Ariely, e i vincitori dello stesso premio nel 2007, Brian Witcombe e Dan Meyer.
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