Uomini e donne sono diversi. E fin qui. Le differenze tra i due generi sono sessuali, psicologiche, biologiche. «Uomini e donne sono distinti da un intero cromosoma, una doppia X anziché una X e una Y. La donna è dunque una doppia incognita», spiega Adriana Albini, responsabile della ricerca oncologica al Polo Scientifico e Tecnologico IRCCS MultiMedica di Milano. Nasce così il titolo dell’incontro Il fattore XX: l'incognita della medicina di genere. Le vulnerabilità di uomo e donna.
La conversazione fa parte degli appuntamenti firmati Festival della Scienza e avrà luogo mercoledì 29 ottobre, ore 17, alla Biblioteca Berio (Sala dei Chierici). Accanto ad Albini, Jole Baldaro Verde, medico specialista in pediatria e psicologia dell'età evolutiva, Francesco Donatelli, professore ordinario di cardiochirurgia all'Università degli Studi di Milano, Lorenzo Licalzi, psicologo e scrittore e Francesca Merzagora, fondatrice e presidente di O.N.Da, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.
La diversità, che quest’anno è il tema del Festival, è presente anche nelle scienze mediche: «anche la donna, ad esempio, è soggetta all’infarto ma per lei il pericolo è maggiore perché non se ne accorge». E poi c’è il dolore: «le donne soffrono, più degli uomini, di mal di testa. Lo stesso vale per la depressione». Il discorso avrà un taglio scientifico, ma anche letterario grazie alla presenza di Lorenzo Licalzi: «leggerò alcuni brani tratti dai miei libri», spiega lo scrittore genovese.
«Parlerò a modo mio dei due pianeti “uomo” e “donna”. Comincerò con un brano comico tratto dal libro Il privilegio di essere un guru: il protagonista, Andrea Zanardi, racconta di non aver problemi con le donne, tranne che con le trentenni con il sale in zucca: per loro devi essere tutto e il contrario di tutto». L’uomo, insomma, appare spaesato.
In Cosa ti aspetti da me il protagonista è un anziano fisico nucleare, che ricordando la moglie si chiede: «come fanno le donne ad essere così fragili, ma allo stesso tempo così forti?». Per anni Licalzi ha anche diretto una casa di riposo: «lì mi sono reso conto che davvero le donne vivono più degli uomini. Sono più forti e non si arrendono mai, nemmeno alla morte».