Non è bastata l’ondata di proteste scatenata da studenti, professori e insegnanti di tutta Italia negli ultimi giorni. Questa mattina il Senato della Repubblica, in una seduta nervosissima, ha approvato il cosiddetto Decreto Gelmini di riforma del sistema d’istruzione italiano, che perciò diventa legge.
I sì sono stati 162, contro 134 no e tre astensioni.
Immediate le reazioni. A Roma davanti a Palazzo Madama, insieme ai manifestanti che sono lì da ieri, è scesa anche la capogruppo dei DS Angela Finocchiaro, dopo aver duramente criticato in aula la Ministro della Pubblica Istruzione. La Finocchiaro ha dichiarato che a questo punto proporre un referendum è l’unico modo per far considerare al Governo posizioni diverse.
«Tutti gli studenti, uniti nella battaglia comune per la difesa del sistema formativo pubblico, proseguiranno nelle loro proteste, come sempre pacifiche e non violente, contro lo smantellamento del sistema formativo pubblico italiano». Queste le affermazioni dell’Unione degli Universitari. Ma nel frattempo a Milano ci sono stati tafferugli tra manifestanti e forze dell’ordine. Diversi i cortei spontanei - dalle Università e dai licei - si sono riversati nelle strade.
A Genova, in via Balbi, è in corso un’assemblea in cui si stanno decidendo i prossimi passi della protesta. Nessun corteo è in previsione per la giornata di oggi (mercoledì 29) anche a causa delle cattive condizioni del tempo. Sono in programma, tuttavia, alcune lezioni in piazza, tra cui quella di Luca Queirolo Palmas che parlerà di Sociologia della precarietà in largo Eros Lanfranco (davanti alla Prefettura).
Ma si sta già preparando la manifestazione di domani - giovedì 30 - che si inserisce nello sciopero generale. «Il concentramento degli studenti universitari e medi avrà luogo in piazza Caricamento alle 9 - dice Alessandro Lentini, rappresentante dell’“assemblea permanente delle Facoltà in lotta” -raggiungeremo i manifestanti di SOS Scuola a De Ferrari, per poi dirigerci verso la Prefettura».