La bellezza femminile nel cinema degli anni Settanta. Questo il filone che unisce i quattro film della rassegna Effetto Donna, promossa dalla Casa di Cura Villa Montallegro in collaborazione con Circuito Cinema Genova e i Buonavoglia.
Si parte lunedì 3 novembre, ore 20.45, alla Sala Sivori con una madrina d’eccezione: Barbara Bouchet. Icona sexy del cinema di quegli anni, oggi l'attrice tedesca è ancora bella e determinata come quando, giovanissima, ha fatto sognare gli uomini italiani e non solo.
«Le donne di oggi sono prive di mistero», commenta Barbara, «noi eravamo più naturali. Monica Bellucci, ad esempio, è bella ma vuota. Il mio modello di donna? Forte e frizzante come Rita Hayworth».
Poi Barbara ricorda gli anni in cui era una delle donne più desiderate del cinema italiano: «all’inizio la commedia sexy suscitò grande scandalo: gli italiani non c’erano abituati. Ma io mi spogliavo con leggerezza e non mi sono mai pentita delle mie scelte: ero una donna sola e dovevo mantenermi».
Tra i suoi più grandi fan c’è Quentin Tarantino, che l’ha nominata la sua icona: «Quentin colleziona tutti i miei film e i suoi fan sono diventati anche i miei. Forse un giorno accetterò di recitare in un suo film. Per ora non mi ha offerto un ruolo adatto a me».
Ma Tarantino non è stato l’unico a rivalutare Barabara: «la commedia italiana sexy è tornata di moda: questo ha significato il mio ritorno al cinema dopo vent’anni. Oggi mi sono stufata della commedia e cerco ruoli drammatici: mi piace interpretare il ruolo di "donna cattiva". Voglio finalmente dimostrare quello che so fare. Nei film degli anni Settanta i personaggi erano tutti uguali, cambiavano solo i loro nomi».
Oggi Barbara Bouchet è sul set di un film tedesco. E indovinate un po'? «Interpreto la parte di una strega al tempo dell’inquisizione. Stiamo girando in Umbria, anche se Triora sarebbe stato il set ideale». E Barbara sarà cattiva anche nella fiction Le amiche, che andrà in onda martedì 4 novembre su Canale 5: «per l’occasione sarò una mamma fuori dalle righe».
Per Barbara Bouchet questo è insomma un periodo di riscatto: «in passato ho fatto fatica a farmi accettare come donna normale. Oggi mi presento ai provini con i jeans e completamente struccata: voglio mostrarmi per quella che sono».
Tra i regista che Barbara ricorda con più affetto ci sono Mauro Severino, che mi chiama ancora “divina”» e Fernando Di Leo, che l’ha scelta per Milano Calibro 9: «con lui mi sentivo parte di una famiglia». Nel 2002 Martin Scorsese le ha offerto un piccolo ruolo nel suo Gangs of New York: «quando ci siamo incontrati mi ha fatto il baciamano e mi ha ringraziata per aver accettato la parte».
Tra gli attori c'è «Lando Buzzanca, che è una persona straordinaria». Nei suoi ricordi, però, non ci sono donne: «le mie amiche non appartengono al mondo dello spettacolo: con loro posso parlare liberamente, senza aver paura che la mia confidenza diventi il maggior argomento di conversazione nella prossima cena Vip».
Ma Barbara Bouchet ha recitato anche accanto ad attori americani di grande successo: «Marlon Brando non mi diceva niente», invece David Niven, con cui nel 1967 ha girato James Bond - Casino Royale, l’ha letteralmente stregata: «era ironico, allegro, vivace. È l’unico attore con cui ci sono cascata», confessa infine con un sorriso.
E come erano i rapporti con Edwige Fenech? «All’epoca avevamo entrambe tantissimo lavoro, per questo non c’era motivo di essere gelose l’una dell’altra. I nostri film facevano cassetta e vendevano in tutto il mondo. Piuttosto erano gli attori co-protagonisti ad essere invidiosi del nostro successo. Così hanno preferito farsi affiancare da attrici poco note. E il successo della commedia sexy italiana è lentamente tramontato».