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Il diavolo e l'acquasanta al Festival

 
Piergiorgio Odifreddi e Paola Binetti al Festival della Scienza. La religione e la ragione a confronto. Dalla nostra community
 
   

     
Genova, 03 novembre 2008
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di Giorgio Boratto
   

La volta scorsa era il matematico ed il poeta, ovvero Piergiorgio Odifreddi e Edoardo Sanguineti; ora Odifreddi è il diavolo per incontrare l’acquasanta in Paola Binetti: il matematico ateo e la psichiatra credente. Tutto questo ancora  nell’ambito del Festival della Scienza 2008.
Fede e scienza a confronto; ragione e religione diventano argomenti su cui discutere in modo piacevole e frizzante…almeno con Odifreddi. La folla è senz’altro richiamata dal diavolo Odifreddi e da lui si aspettano fuochi d’artificio.
Alle 21,15 con la sala del Maggior Consiglio stracolma entrano in scena i due protagonisti salutati da un forte applauso. Odifreddi auspica che il pubblico sia diviso equamente e poi prende la parola, poiché rivela che per iniziare si è gettata la monetina, e la Binetti scegliendo Croce ha perso.

Odifreddi: La contrapposizione che nasce tra l’ateo e il credente, non rimarca mai abbastanza che anche l’ateo ha una sua religiosità ed è sorretta dalla fede del Logos, quello che chiamiamo Ragione e tende all’Ordine della Natura. Il mondo si può interpretare anche con questa ragione, con una religiosità alta e senza altre religione specifiche, dove ognuna genera confusione con un Dio disegnato a suo proprio interesse.
Binetti: L’uomo nella sua ricerca di senso è unito a tutti gli altri uomini sul terreno religioso; quello che sente l’uomo in questa ricerca trova sintesi al credere in Dio. La diversità è l’inizio del dialogo ed è conseguente alla scoperta che tutti abbiamo una cassetta dei ferri, che ci dà la possibilità di trovare quello che cerchiamo.
Odifreddi: Nella Natura il senso non c’è. Sono gli uomini che lo costruiscono. La logica insegna che certe domande nascono già insensate e le domande sensate spesso non hanno risposta. La limitatezza va accettata. Perché insistere con questo senso?
Binetti: tu matematico ed io psichiatra sappiamo che il metodo e l’analisi non possono spiegare tutto. La ragione non è sempre ragionevole. Ci sono domande e delle risposte che sono fuori dalle categorie razionali: perché vivo? Perché muoio? Perché nasco? Noi possiamo spiegare la malattia, ma poi non riusciamo ad andare oltre come il mistero del dolore, e quello dell’amore. Lo scambio d’affetto e di sentimenti con quella tale persona, proprio con quella e solo per noi…cose che non trovano risposte.


Odifreddi: ma la Scienza, quella in cui si parla in questo Festival, nella religione non c’è. Lo scientifico di Aristotele, che chiama segno di educazione fermarsi a darsi risposte prima di procedere, prima di andare oltre, non lo vedo. Domandarsi perché qualcuno ha vinto al superenalotto trovando cause, risponde a logiche: ha giocato, c’erano possibilità statistiche e uno avrebbe prima o poi vinto. Il fine del perché ha vinto non ha senso. Come domandarsi il senso dell’amore; sono domande che non hanno senso. Dire che uno soffre perché Dio lo vuole non serve a nessuno.
Binetti: C’è un sapere che non è riconducibile alla matematica. Quel ‘Dio lo vuole’ soddisfa al pari di chi gli spiega da dove viene il dolore. Il dolore soggettivo rimane misterioso…perché a me? Sono le esperienze soggettive, dove ognuno cerca la sua verità a formarci. Con questo nasce la rete di solidarietà che avvicina a Dio, al bene: ‘Deus caritas est’. Con questo ci avviciniamo agli altri uomini.
Odifreddi: Ancora non trovo la Scienza: per questa bisogna attenerci agli studi sulla Natura con regole sperimentali. Il nostro cervello diviso in due emisferi, bipolare, dimostra raziocinio ed emotività. Ora si fa confusione di livelli. La spiritualità, quella del cattolicesimo, ci porta ai dogmi. Cosa hanno a che fare i dogmi con la scienza? Si può essere scienziati credendo ai dogmi? La transustansazione per cui una sostanza trasforma per magia la sua composizione, la trinità dove l’uno è tre. Ma quanti sono i dogmi? Nemmeno la chiesa cattolica sembra conoscerli. E poi, non è un caso se il 93% della categoria degli scienziati americani è atea; nel ‘commonwealth’  la percentuale degli scienziati credenti è del 5%, mentre tra i biologi di tutto il mondo crede solo il 4%. Come mai?

Binetti: Come li hanno scelti questi scienziati? Gli hanno forse chiesto se credevano in Dio?...La religione cattolica prima dei dogmi è una fede personale. La dimensione personale fa avvicinare ai dogmi come elementi che avvicinano Dio all’uomo. La Trinità: Padre Figlio e Spirito Santo sono nell’esperienza quotidiana: immagini forti che sono l’essenza del credere. Tutti abbiamo un padre, tutti siamo figli e l’amore che lega cos’è se non lo Spirito Santo? Questa è la trinità che viviamo. Una bella speranza per l’uomo e il suo bene.
Odifreddi: Faccio fatica a capire. Continuo a sostenere che il credere scientifico è un’altra cosa. Le nozioni cambiano nel tempo; dopo le affermazioni di un Galileo eretico come si può continuare a essere credenti del cattolicesimo? Sulla trinità, io matematico, dico che è meglio lasciar perdere: pensare che tre è uguale a uno!...insisto: come si fa a credere nei dogmi? Forse molti si professano cristiani come sostenitori dell’amore. Per il resto dubito che i credenti sappiano cosa è la religione cattolica in particolare; che ne siano informati e coerentemente praticanti.
Binetti: La fede non è scienza. Non c’è contraddizione, c’è compatibilità tra le due cose: la scienza cerca di fare ordine nella Natura e con la Fede si cerca il senso; a quale ordine aspiriamo? Ci sono verità che sono modello di altre verità. La Trinità con volere, parola e visione caratterizza l’uomo. La consapevolezza dei propri diritti individuali è quello che contraddistingue l’oggi; il senso di questo è dentro la religione cattolica. Se anche queste conoscenze fossero assunte come esperienze scientifiche questo cambierebbe il mondo…

Odifreddi: Cosa cambia? E’ da oltre 2000 anni che c’è questa religione e il mondo non va in quella direzione. Poi chiamate ‘contro natura’ cose che sono naturali. Contro la visione di Darwin vi mettete contro natura da soli o meglio per conoscere quello che è naturale vediamo quali sono i vostri peccati ‘contro natura’. L’omosessualità, ad esempio, è dentro la natura. Poi le posizioni politiche su aborto, cellule staminali…il Papa Ratzinger è sempre in prima pagina; eppure il Vaticano ha tutti i mezzi di informazione. Questo bombardamento di opinioni papaline è vergognoso. Devo dire che anch’io ho attraversato il periodo della religione cattolica: ero un bambino che guardava la televisione negli anni ’50, dove i protagonisti erano Papa Pio XII e Mike Bongiorno. Io avevo scelto di diventare Papa - purtroppo ho scoperto di avere fatto la fine di Mike Bongiorno. Ho abbandonato la religione cattolica quando crescendo ho scoperto che le riposte che dava erano fanciullesche.
Binetti: Il valore della vita è quello che mi muove a livello personale nelle risposte all’aborto e alla ricerca sulle staminali. La scienza deve essere a supporto di scelte ideali e non religiose, scegliendo sempre la vita…

Il tempo è volato via e si è giunti alla conclusione passando alle domande del pubblico. La prima domanda è per la Binetti, sui funerali negati a Piergiorgio Welby, sostenuta lungo applauso mette leggermente in difficoltà l’acquasanta. La pietà per tutti è nella pratica disattesa, Paola Binetti si rifugia nel contesto dell’avvenimento e ancora sulle dichiarazioni postume del dottor Riccio… c’era l’intenzione di eutanasia attiva… per quello si sono prese quelle decisioni discutibili…
Altre domande del numeroso pubblico sono ugualmente suddivise, ma non intaccano in fondo nessuna posizione di merito. In conclusione se ci fosse stato un punteggio un 3 pari sarebbe il risultato equo.
A me dispiace che Odifreddi si sia rinchiuso nell’angolo da solo. Restando nel recinto della sua matematica ha lasciato alla Binetti la possibiltà di spaziare in ambiti alti e altri. Così l’acquasanta ha avuto buon gioco aspergendosi diffusamente su un diavolo chiuso nell’inferno della Ragione soprattutto matematica. Una serata sulle diversità – tema del Festival della Scienza di quest’anno - che ha ci ha unito sull’intelligenza argomentativa.  

 
 
 
 
 
 
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