Il Festival della Scienza si chiude oggi, martedì 4 novembre. Ma la conferenza stampa, durante la quale il presidente Manuela Arata e il direttore Vittorio Bo hanno fatto un bilancio sull’edizione 2008, non è stata priva di sorprese.
«In questi giorni si è parlato molto dei dissidi nati all’interno del Festival e degli scarsi finanziamenti: questi sono messaggi trasversali che fanno male alla manifestazione», ha affermato Bo, «sarebbe stupido non ammettere che i problemi esistono. Per il futuro è previsto un riassetto della rassegna: le attuali incertezze sono diventate insostenibili. È necessario creare nuove reti, ma se le cose non cambieranno non sarò più io a dirigere il Festival della Scienza. La mia non è una provocazione o una messa in discussione della manifestazione, che senza di me andrà avanti comunque».
La dichiarazione di Bo ha lasciato senza parole anche Manuela Arata, che ha risposto: «non me l’aspettavo. In questi anni di lavoro ho passato momenti molto difficili e li ho sempre superati: affronteremo anche questi problemi. Il Festival della Scienza, iniziato come una scommessa, è diventato forte e andrà avanti».
Ma dove sta il problema? «Bisogna convincere gli sponsor ad investire di più e meglio: vorrei che, tramite il Festival, Genova diventasse una piazza dove presentare nuovi progetti», ha aggiunto Bo, «i dubbi sono anche personali, ma di questo aspetto non voglio parlare».
«Dietro alla manifestazione c’è una grande macchina organizzativa e la suddivisione dei compiti non è facile da gestire», ha spiegato Arata, «dobbiamo raggiungere una stabilità finanziaria e deve esserci un impegno continuativo anche da parte delle istituzioni».
Ma cosa succederà se Bo abbandona la nave? «Io e Vittorio ci siamo inventati questo Festival insieme, ma non ci si deve adagiare», ha risposto Manuela Arata, «questa non è una poltrona conquistata e magari, tra qualche anno, il Festival diventerà una struttura autonoma che non avrà più bisogno di me: è così che vanno le cose. Io, comunque, non ho paura».
Polemiche anche sulle voci che parlano del trasferimento del Festival della Scienza a Torino o a Milano: «gli input che ci arrivano dalla politica suggeriscono di allargare la manifestazione a città in grado di investire. Le collaborazioni ci interessano, ma non si deve parlare di furto del Festival da parte di Torino o Milano: si tratta semmai di co-produzioni e scambi», ha risposto Arata.
L’assessore alla Cultura del Comune di Genova Andrea Ranieri ha aggiunto polemicamente: «Genova dovrebbe essere fiera che altre città mostrino interesse verso il Festival. È un percorso di sviluppo utile per la Liguria: smettiamola di pensare che vogliano portarci via il Festival della Scienza!».
«Il Festival è una carta vincente per far conoscere il nostro territorio anche all’estero», ha aggiunto l’assessore alla cultura della Provincia di Genova Giorgio Devoto, «Genova potrebbe guidare una rete di iniziative».
Anche da questo punto di vista Vittorio Bo è amareggiato: «a Genova sono sempre stato considerato un foresto. Se la città vuole crescere deve smetterla di avere un atteggiamento di difesa».
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