mentelocale Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 febbraio - 18.48
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale BLOG mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Musica  |   Teatro  |   Cinema
mentelocale
 
         Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Agenda teatrale | Multimedia  | Webcam
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
genova  >  spettacoli  >  Teatro
Noccioline - scena a tre
'Noccioline' di Fausto Paravidino, regia Valerio Binasco
 

Paravidino: non proprio Noccioline

 
Il testo del regista e attore piemontese in scena per la regia di Binasco. Fumetto e tecniche del cinema in scena. Al Duse fino al 16
 
   

     
Genova, 05 novembre 2008
Stampa Invia amico
 
mentelocale di
Laura
Santini
   
 
@ Teatro Duse - dal 4 al 16 novembre 2008 (ore 20.30)
Noccioline, di Fausto Paravidino, con Elena Arvigo, Alessia Bellotto, Vittoria Chiacchiella, Luigi Di Pietro, Denis Fasolo, Iris Fusetti, Aram Kian, Lucia Mascino, Mauro Parrinello, Fulvio Pepe, Michele Sinisi, regia Valerio Binasco, una produzione Teatro Eliseo e Teatro Due.

Se il fatto che la graphic novel abbia quasi rimpiazzato il romanzo ormai è noto, meno chiaro il ruolo del fumetto a teatro, che ultimamente è entrato prepotentemente in scena mescolandosi con la Tv, non disdegnando vecchie strategie - di stampo teatrale - del primo cinema muto.
Scordatevi il bianco e nero però, perché qui è con i colori pop che il regista lavora. Ma aspettatevi di assistere a una narrazione sul proscenio, coreografata da una scena al rallenty sullo sfondo nella nuova versione di Noccioline, per la regia di Valerio Binasco. Un testo che Fausto Paravidino (di casa a Ovada e allievo della Scuola di Recitazione dello Stabile) scrisse su commissione del Royal National Theatre di Londra, dopo le giornate del G8 nel 2001. Ritratto di una giovinezza i cui sintomi diventano vite a confronto, spesso violento, nell'età adulta.

Ventitré strisce, brevi e intense, spesso in scambi così rapidi da ricordarci la tecnica della dissolvenza incrociata del cinema, parlano la lingua dello zapping che mettono in scena. Parlano di chi legge un fumetto, ascolta mp3, controlla con il telecomando la Tv e la tastiera del telefonino tutto in contemporanea. Sono vignette-teatrali comicamente caustiche, causticamente leggere che mostrano il vuoto e la riflessione, la voglia di capire e la noia di dover ascoltare; mettono in scena una gioventù che se ne frega, è opportunista, infantile, assente a se stessa, preoccupata - poco - di non dispiacere i genitori, preoccupata - molto - se non c'è niente da sgranocchiare o da deglutire.

Sketch, montati come film muti, che si raccontano già a partire da un titolo impresso sullo sfondo: una parete di luce. Politiche del lavoro; Permesso di soggiorno; I mass media controllano il mondo; Schengen. Libera circolazione di persone e merci; Globalizzazione e mondializzazione; Rispetto della proprietà 1 e 2; Leggi del mercato; Plutocrazia fino al letterale: 10 anni dopo. Da che pulpito arrivano? È la penna della voce narrante che si prende gioco dei suoi personaggi burattini, facendo finta di giocare con loro? O siamo noi che dobbiamo guardare e ridere ma poi pensare e non ridere più?

I brevi capitoli compongono una storia divisa in due parti, ogni stacco - agito da un cast di undici attori (non sempre tutti in scena - vedi box per i nomi) - punta la lente d'ingrandimento su spaccati emblematici della quotidianità di un gruppo di ragazzi/e. Diviso in una prima e una seconda parte, il puzzle a colori presenta versioni 3D mutuate dai celebri Peanuts, presentandoci personaggi giovani e inconsapevoli, capaci di passare giornate incollati al fascino annullante del tubo catodico, salvo poi - dieci anni dopo, appunto - essere loro malgrado diventati grandi, diventati quello che non volevano o quello che intimamente erano ma non capivano, quello che volevano davvero, o forse semplicemente quello che non sono riusciti a scegliere. Solo Buddy, versione contemporanea e casereccia del leggendario Charlie Brown, dal forte accento sardo ha sbagliato tutto fin dall'inizio cercando di interpretare goffamente, ma certo con convinzione, la parola responsabilità.

Del G8 resta tutta la violenza del confronto che vide incostituzionalmente opposti liberi cittadini e forze dell'ordine, proprio quelle preposte a garantire l'Ordine Pubblico durante tre giornate di manifestazioni programmate su percorsi studiati a tavolino e ufficialmente autorizzati. Resta il sangue, le torture, gli abusi e i giochi - qui solo immaginati si spera «Fai la scimmia, fai il canguro, fai il chiurlo...», altrimenti bastonate - di quello che avvenne ai fermati nelle caserme genovesi. Resta tutta la devianza derivante dal potere e dalla collusione tra chi del potere abusa. Resta una frase emblematica sul poliziotto picchiatore espressa da Buddy, di fronte all'ennesima vittima grondante sangue: «Non è cattivo, è che tu non lo conosci. Ma lui è davvero forte, le sa lui le barzellette più divertenti, vorrei io essere come lui».
A proposito, il 12 novembre in un altro tipo di teatro, dall'aula bunker del Tribunale di Genova uscirà il verdetto del processo legato all'irruzione violenta delle forze di polizia nella Scuola Diaz.

 
 
 
 
 
Teatro Duse
Via Bacigalupo, 6 - 16122 Genova
Genova - GE
010 53421
info@teatrostabilegeno...
www.teatrostabilegenov...
Orari d'apertura: Lunedì chiuso; Martedì 8-13 e 19-21; da Mercoledì a Sabato 10-13 e 19-21; Domenica 15-18

Aggiornato il 27/04/10

Scrivici per aggiornare i dati
 



 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
Noccioline - scena d'insieme
 
   
 




 

Oggi in home page
  Bobby Soul alle prese con le 'Conseguenze del groove'  
  Lucio Caracciolo al Ducale racconta la Primavera araba  
  Sembra gratis, ma non lo è: come non farsi fregare in rete  
  Come ti racconto la bici: ecco il secondo classificato  
  Roberta Pinotti: ho contatti nazionali, anche Napolitano mi richiama subito  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License