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«Come sarà il mondo dopo la crisi»

 
Parla Lucio Caracciolo, direttore di Limes, ospite di Meetix giovedì 16 al Ducale. Gli scenari futuri dopo il crollo di Wall Street
 
   

     
15 ottobre 2008
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di
Daniele
Miggino
   
terra

La crisi finanziaria che ha appena colpito le Borse mondiali per molti è stata come un fulmine a ciel sereno. I cosiddetti piccoli risparmiatori corrono a comprare rosari per pregare, alcuni ritirano tutti gli investimenti e comprano materassi da riempire (se è rimasto qualcosa da ritirare). L'iniezione di capitali pubblici, prima in Europa, dopo in America, fa schizzare di nuovo le Borse verso l'alto. Entusiasmo dopo il panico. Ma l’impressione è che questo tracollo abbia segnato un punto: ci sarà un prima e un dopo il 2008.
E proprio a Quale mondo dopo il crollo è dedicato il prossimo numero di Limes, in edicola il 17 ottobre. Ho chiesto a Lucio Caracciolo, direttore storico della rivista italiana di Geopolitica, che faccia avrà il mondo del day after.

Stiamo veramente assistendo ad una trasformazione epocale? «Sì, il mondo sta cambiando a grande velocità. Soprattutto a causa della crisi. Ma sostanzialmente stiamo assistendo al fallimento del progetto americano di rappresentare un unico polo di riferimento. Si è inceppato il meccanismo in base al quale gli Usa attraevano risorse da fuori invadendo in seguito i mercati di tutto il mondo grazie alla propria egemonia culturale, economica e militare».

Insomma, la tempesta dei mutui subprime, il detonatore di questa crisi finanziaria, è solo un aspetto del crollo americano. Se i cittadini americani si sono indebitati per comprare casa, il paese è economicamente nelle mani del suo più grande sfidante, la Cina, che è il maggior finanziatore degli Stati Uniti. Accanto a ciò, si vede l’emergere di nuove potenze regionali: la Russia, il Brasile, l’India.
La tesi espressa nell’ultimo numero di Limes, dunque, è che la crisi odierna non nasce sulle carte della finanza e non finirà lì. Caracciolo ipotizza tre scenari futuri per la ridefinizione degli equilibri mondiali: i primi due si chiamano Chimerica ed Eurussia, il terzo è una nuova grande guerra. Facendo gli scongiuri che la terza opzione rimanga solo sulle pagine di Limes, ci faccio spiegare le altre due.

«Il primo nome indica l’unione di Cina e America - dice Caracciolo - come nuova grande potenza. Partendo dalla situazione odierna di interdipendenza, questa alleanza potrebbe diventare strategica, a tutto tondo. L’Eurussia, invece, più che un’ipotesi è una mezza realtà. Le più grandi nazioni dell’Unione Europea dipendono dalla Russia per quanto riguarda l’energia, anche qui c’è lo spazio per una nuova alleanza». Ma un blocco così grande non spaventerebbe gli altri? «Beh, senza dubbio verrebbe a trovarsi tra i due fuochi di Usa e Cina, ma ci sono anche altre potenze emergenti che potrebbero spostare l’asse degli equilibri e diventare nuovi protagonisti: basta pensare al potenziale commercio energetico, ma non solo, che si può instaurare tra Brasile e Sud Africa».

Tornando alla crisi di questi giorni. Abbiamo già detto che è in qualche modo il fallimento di un progetto americano. Ma non è anche il fallimento di un sistema economico? L’intervento degli Stati per risollevare le Borse non è contro l’idea di capitalismo liberista che viene spacciato da anni, dagli Usa per primi? «Sì, può essere vista come una sconfitta secca, oppure come una pronta reazione. Anche se non so nemmeno quanto sia appropriato oggi parlare di capitalismo, ormai nazionalizzano anche negli Usa, anche se non possono dirlo». L'altalena delle Borse, tra disperazione ed euforia, è una sbalzo di emozioni, ma quanto ci metteranno le conseguenze ad arrivare anche nella vita reale dei cittadini? «Il riflesso è già visibile. Per troppo tempo si è enfatizzato il ruolo dell’economia cartacea, ma è chiaro il rapporto che c’è con l’economia reale. Recessioni e riduzioni di crescita sono alle porte, la differenza sarà tra paesi che per questa recessione crolleranno, e paesi che registreranno qualche punto in meno di crescita, come la Cina».

 
 
 
 
 
 
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