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«Sul '68 troppa disinformazione»

 
'Autoritratto di gruppo' mette al centro i libri che raccontano quegli anni rivoluzionari. A Tursi e al Ducale, da venerdě 18 aprile
 
   

     
16 aprile 2008
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1968

«Il '68 in Italia è durato circa undici anni - dal '67 al '78 - si è chiuso con l'assassinio di Moro. Al cinema è stato rappresentato soprattutto l'aspetto del terrorismo. La letteratura, invece, rende un quadro più vario e completo, fatto di gioco, provocazioni, divertimento, vita vissuta di tantissimi ragazzi».
Così Silvia Neonato, che il Sessantotto l'ha vissuto e oggi è giornalista del Secolo XIX, introduce Autoritratto di gruppo, rassegna organizzata dalla Fondazione per la Cultura di Genova, e di cui lei è curatrice. Quattro gli incontri, che si svolgeranno a Palazzo Ducale dal 18 aprile al 20 maggio 2008. Sono stati invitati gli autori Luisa Passerini, Clara Sereni, Maria Rosa Cutrufelli, Dario Fertilio, Fulvio Abbate. Accanto a loro vari ospiti: da Simona Bondanza ad Alberto Leiss, da Valeria Ottonelli a Claudia Priano, da Carlo Repetti a Giuliano Galletta e Sandra Solimano.

Il titolo della rassegna prende spunto dal libro Autoritratto di gruppo, pubblicato la prima volta nel 1988. Si trattava di una ricerca condotta a livello globale sulla generazione del '68, la cui parte italiana era cura dalla storica Luisa Passerini. Oggi quel volume viene ristampato e sarà in libreria pochi giorni dopo la presentazione in anteprima a Genova, venerdì 18 aprile nel primo appuntamento della rassegna. Aspetto interessante: la ristampa contiene una postfazione scritta dall'autrice e due suoi allievi, che il '68 non l'hanno vissuto direttamente: «mi pare importante e da segnalare la voglia di Luisa di passare il testimone ad una generazione più giovane», dice Silvia Neonato. Che prosegue: «Anche perché uno dei problemi più grossi riguardo alla memoria di quel periodo è la disinformazione: si parla quasi solo della violenza - dice - tralasciando tutto il resto. Ma è come identificare la prima guerra mondiale con la sconfitta di Caporetto, una spiegazione troppo riduttiva».

Anche questa iniziativa, come la ricerca della Passerini, vuole dare uno sguardo più fedele alla realtà del '68 - «perché i romanzi e i racconti descrivono la realtà tanto quanto i saggi», dice Neonato - e lasciare il testimone della riflessione ai giovani che oggi vivono in una società molto diversa. «La nostra generazione ha vissuto quella che io chiamo la globalizzazione della speranza. Siamo cresciuti in una società molto restrittiva, combattevamo contro genitori, baroni, gerarchie. Volevamo cambiare il mondo, eravamo pieni di passioni e illusioni, ma molte delle conquiste di allora resistono anche oggi». Chi ha vent'anni nel duemila sembra molto più disilluso: «Non credo che i giovani siano disillusi - continua - piuttosto sono arrabbiati, perché per la prima volta la società dimostra di non avere bisogno di loro. Hanno trovato una situazione forse più confortevole, senza guerre per esempio, ma noi non avevamo dubbi sul fatto che avremmo trovato un lavoro».

Le ultime elezioni politiche hanno segnato un cambiamento epocale, una sconfitta tout court della sinistra. Qual è il segnale? «La sinistra ha sempre saputo fare bene due cose: studiare e stare tra la gente. Oggi si dovrebbe tornare a riflettere su questi temi. Noi parlavamo fino a sfinirci, facevamo riunioni, assemblee, il collettivo femminista di Genova era riuscito a raggruppare 400 persone. Mica poche. A Berkeley c’era una cosa che si chiamava Free Speech, sedute in cui ognuno diceva la propria sulla situazione del mondo».

Martedì 6 maggio 2008 il sottoscritto presenta Clara Sereni, autrice de Il lupo mercante, una raccolta di racconti che hanno come protagoniste giovani donne degli anni Sessanta. Martedì 13 maggio 2008 Laura Guglielmi presenta due libri: D'amore e d'odio di Maria Rosa Cutrufelli e La via del Che di Dario Fertilio. Infine, martedì 20 maggio Luca Borzani presenta Quando è la rivoluzione di Fulvio Abbate.

 
 
 
 
 
 
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