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Rete 194: siamo stufe di essere zittite

 
L'aborto terapeutico: č nato un blog gestito da associazioni e donne che difendono la normativa. Sabato 23 una manifestazione a De Ferrari
 
   

     
18 febbraio 2008
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Legge 194

Dopo l’irruzione della polizia al Policlinico di Napoli mentre, nel pieno rispetto della legalità, si era appena effettuato un aborto terapeutico su una donna a cui erano state riscontrate gravi malformazioni fetali, il dibattito sulla Legge 194 è tornato di grande attualità.
In molte - e in molti - sono scesi in campo per difendere la normativa, entrata in vigore nel 1978. Genova non è rimasta a guardare, e nelle scorse settimane è nata nel capoluogo ligure la Rete 194, che riunisce associazioni e gruppi di donne, esponenti delle forze sindacali, dei partiti e in generale tutti coloro che credono nel diritto all'autodeterminazione delle donne.

E dato che oggi la diffusione delle idee passa sempre attraverso la reteè nato un blog sulle cui pagine chiunque può scrivere commenti e riflessioni, ma soprattutto sottoscrivere un appello in difesa della Legge.
Ne hanno parlato oggi, lunedì 18 febbraio, alcune delle rappresentanti della Rete: Mercedes Bo, presidente dell'Aied, Tiziana Cresci, responsabile del Coordinamento donne confederale della CGIL Liguria, Marina Dondero e Patrizia Poselli di Rifondazione Comunista e Laura Guidetti di Marea.

Ad oggi sono già 510 coloro che hanno aderito all’appello. «Ma noi non ci fermiamo qui», dicono loro quasi in coro, «sabato 23 febbraio alle 16.30, in piazza De Ferrari, avrà luogo una manifestazione in difesa della 194. Sarà anche l’occasione per firmare l’appello presso i nostri banchetti». Tra gli aderenti c’è anche la Sindaca Marta Vincenzi insieme a tutti gli assessori del Comune, «tranne Paolo Veardo», sottolineano le agguerrite signore.

La Rete 194 chiede ai politici dichiarazioni chiare sulla legge: bisogna fare in modo che venga applicata.
Il blog è nato anche per avviare un dialogo con i giovani, «e la generazione che ha visto nascere questa legge e morire l’aborto clandestino non resterà a guardare», spiega Bo, «negli ultimi anni a Genova la situazione è peggiorata: all’ospedale Galliera non si fanno più interruzioni di gravidanza, al San Martino c’è solo un medico che si è assunto questa responsabilità. Le liste di attesa sono sempre più lunghe e spesso i medici si dichiarano obiettori di coscienza solo per evitare un aggravio di lavoro». E la pillola del giorno dopo? «Il sabato e la domenica i consultori sono chiusi e i medici irreperibili. In pronto soccorso gli obiettori non prescrivono la pillola».

Oggi pomeriggio la Rete 194 ha incontrato l'assessore regionale Claudio Montaldo. Le tematiche sulle quali discutere erano molteplici: come si comporteranno i medici genovesi con la pillola RU486, che dal 19 febbraio sarà utilizzata in tutti gli ospedali?
Cosa si può fare per i consultori pubblici cittadini, che negli ultimi anni sono stati abbandonati? E ancora, la Regione si impegnerà a favorire l’educazione sessuale nelle scuole? L’assessore ha confermato i molti dati allarmanti e si è reso disponibile per incontrare la Rete 194 a marzo per un aggiornamento dei dati e delle proposte della Regione.

«L’attenzione nei confronti della 194 c’è sempre stata», aggiunge Dondero, «bisognava solo dare alla gente la possibilità di esprimere la propria opinione. La manifestazione del 23 febbraio sarà per noi solo l’inizio di una serie di iniziative: vogliamo crescere e non ci faremo condizionare dalle elezioni. Le donne sono state criminalizzate e sono stufe di essere zittite».

Chi aderisce alla Rete194?
Aied Genova: Mercedes Bo, Clara D’Avenia, Anna Ponte, Arcilesbica: Ostilia Mulas, Assoc. Usciamo dal Silenzio Genova: Bice Parodi, Luisa Parodi, Coord. Donne Partito dei Comunisti Italiani: Cristina Aste, Coord. Ligure Donne CGIL: Tiziana Cresci, Coord. Ligure Donne Latino-Americane: Graciela Del Pino, Donne di Unione a Sinistra: Renata Briano, Eleonora Righi, Gabriella Porri, Tina Orsini, Donne in Quotazione: Marina Cassani, Forum Donne di Rifondazione Comunista Genova e Provincia: Patrizia Poselli, Giovanna Verdino (Genova), Marina Dondero (Tigullio), Luciana Patrone (Cogoleto), Forum della Sinistra Europea: Graziella Bevilacqua, Gruppo Mafalda Sampierdarena: Patrizia Poselli, Laboratorio Politico di Donne: Giulietta Ruggeri, Nadia Carì, Rivista Marea: Laura Guidetti, Società per Azioni Politiche di Donne: Loredana de Paoli, Ida de Paoli, collettivo universitario Humpty Dumpty, Unione degli Studenti Genova.
Inoltre: Teresa Bruneri, Michela Buscaldi, Fulvia carosio, Annamaria Castello, Sabrina D’Amico, Roberta Gemelli, Patrizia Guelfi, Irene Ravera, che partecipano a titolo personale (senza mandato della proprie associazioni).

COMMENTO 1
"Nell'aborto chi viene massacrato, fisicamente e moralmente, è la donna; anche per un uomo cosciente ogni aborto è una prova morale che lascia il segno, ma certo qui la sorte della donna è in tali sproporzionate condizioni di disfavore in confronto a quella dell'uomo, che ogni uomo prima di parlare di queste cose deve mordersi la lingua tre volte."
Non l'ho scritto io, ma Calvino, più di 30 anni fa.
Lo potete leggere qui: http://www.uaar.it/news/2008/02/21/quando-calvino-rispose-magris-sul-tema-aborto/
Io aggiungo solo una cosa: non possiamo stare a guardare mentre mettono in discussione la libertà di scelta delle donne (e degli uomini, perchè anche loro sono coinvolti).
Paola
[se ne parla anche qui: http://www.sorelleditalia.net/]

COMMENTO 2
Trovo incredibile come, a distanza di ben trent'anni dall'approvazione della 194, si possa ancora mettere in discussione un diritto faticosamente conquistato. L'ennesimo sintomo di un Paese che, invece di guardare avanti, torna sui propri passi in uno scandaloso regresso. Nonostante queste quotidiane vergogne tutte italiane, mi sento fiduciosa e spero, anche se con fatica, che la situazione migliori. Del resto, la speranza è l'ultima a morire. Almeno così dicono.
Federica Verdina 

 
 
 
 
 
 
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